È ben lontana dalla fine la riorganizzazione geografica di Carrefour. Lo ha detto Alexandre Bompard, presidente e direttore generale del gruppo.
La notizia, non certo inattesa, è arrivata mercoledì 18 febbraio, durante l’attesissima presentazione del nuovo Piano strategico 2030, a un solo giorno dall'uscita del bilancio 2025.
Dopo la cessione delle attività italiane, nell’estate 2025, e di quelle rumene, nei giorni scorsi, Carrefour – ha detto Bompard – insiste oggi su tre mercati chiave che, una volta sommati, determinano l’85% dell’intero fatturato consolidato (91,5 miliardi nel 2025, in crescita del 2,8%) e il 99% del reddito operativo: Francia (46,3 miliardi di vendite lorde), Spagna (11,9 miliardi) e Brasile (19,6).
Rimane, dunque, in sospeso il destino di alcune importanti geografie, che, a ogni buon conto, vengono declassate nell’aggregato “Altri Paesi”. Parliamo di Belgio (4,4 miliardi di fatturato), Polonia (2,38 miliardi) e Argentina (3,7 miliardi).
Qui il gruppo si riserva di valutare tutte le opzioni strategiche comprese fra i due estremi: crescita, o semplice monetizzazione.
Nonostante ciò, Carrefour continuerà a spingere sull’internazionalizzazione, tramite accordi di franchising. Nel 2030, ha continuato Bompard, Carrefour diventerà il maggiore operatore Gdo per presenza geografica, con una rete attiva in 60 Paesi e una nuova leadership nel continente africano, dove saranno coperte 22 nazioni.
LE VENDITE DI CARREFOUR PER PAESE

L’affiliazione rimarrà un elemento chiave anche nei mercati principali, interessando tutti i format. Nella sola Francia si prevedono, per la conversione al franchising e per il rimodellamento dei punti vendita, 200 milioni di investimenti ogni 12 mesi, con un programma che dovrebbe portare, in Patria, al 25% di quota di mercato, dunque con un’avanzata superiore ai tre punti.
Lo stesso in Brasile, dove, a cinque anni, Carrefour mira a toccare un’incidenza del 20%, anche grazie all’apertura di oltre 70 punti vendita sotto insegna Atacadão. Parallelamente, nell’Esagono e in Spagna, saranno inaugurati 7.500 nuovi supermercati di prossimità.
Per quanto concerne l’offerta il gruppo ha fissato alcuni principi base: ampliamento dei freschi, forte accento sulle private label (privilegiate rispetto ai marchi industriali), focus sull’alimentazione sana e contenimento dei prezzi.
Nei freschi, per fare un esempio di una strategia molto più dettagliata, 10 ipermercati saranno convertiti in altrettanti Marché Frais by Carrefour, di cui 7 in affiliazione alla società Marché Frais, della famiglia Quartucci.
Un’altra collaborazione sarà quella con il gruppo Blachère, proprietario, fra l’altro, dell’insegna Mangeons Frais, collaborazione che permetterà di dare in concessione 200 reparti di ortofrutta in altrettanti supermercati e ipermercati francesi.
Marchi privati: verranno lanciati, già questa settimana, 200 nuovi prodotti Mdd a prezzi fissi, riservati ai membri del programma di fidelizzazione Club Carrefour, mentre in Spagna arriveranno sugli scaffali 1.000 referenze MDD a prezzi ultra-scontati.
«Ogni anno – ha detto Bompard - quasi un quarto della nostra offerta sarà riconcepito, con 4mila innovazioni, di cui mille relative ai marchi Carrefour», per innalzare una quota delle private label che, nell’alimentare, è stimata, in un 40 per cento nel 2026.
In Brasile, inoltre, è stato lanciato il marchio proprio Bulnez, che, entro il 2028, proporrà 500 primi prezzi nei negozi Atacadão.
Alimentazione sana: il Pdg di Carrefour ha spiegato che, entro il 2030 il 50% dei prodotti venduti dal gruppo dovrà assicurare uno stile alimentare equilibrato. Per questo sarà raddoppiata la proposta di alimenti proteici, di cibi a base vegetale e di formulazioni prive di glutine, nitriti e zuccheri. «Saremo, inoltre, il primo distributore al mondo a citare esplicitamente, sulle Mdd, l’assenza di ingredienti ultra processati».
L'ESERCIZIO 2025 DI GRUPPO CARREFOUR

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