Colpo d’acceleratore dei prezzi al consumo. Si manifestano gli effetti del caro energia ma il carrello della spesa rimane fermo. A maggio il dato preliminare dell’indice generale di Istat registra un aumento su base annua del 3,2%, in crescita rispetto al 2,7% di aprile.
L’indice generale (comprende tutti i prodotti e servizi) riflette principalmente la netta risalita dei prezzi degli energetici non regolamentati (da +9,6% a +12,6%), dei trasporti (da +0,6% a +1,8%) e dei beni per la cura della persona (da +2,6% a +3%). Gli alimentari registrano +0,4% a livello congiunturale e +2,9% su base annua.
Sorprendentemente fermi invece i prezzi nel carrello della spesa: +2,3% su base annua. Nel caso della crisi del gas russo di febbraio 2022, tre mesi dopo, a maggio, il rally dei prezzi nel carrello della spesa era arrivato al +6,7%.
Senso di responsabilità
Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, commenta che “in questa fase di forte incertezza a causa della crisi dello Stretto di Hormuz, non registriamo ancora tensioni sui prezzi lungo la filiera riconducibili a questo evento. Come avevamo auspicato, in questa fase tutti gli attori della filiera stanno operando con senso di responsabilità, attenuando per quanto possibile l’impatto dell’aumento dei costi verso i cittadini. L’obiettivo comune, ribadito di fronte alle istituzioni, è tutelare il potere d’acquisto delle famiglie per garantire la tenuta dei consumi e delle filiere del made in Italy”.
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