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I saldi estivi chiudono agosto con una flessione del 2,6% in valore

I saldi estivi chiudono agosto con una flessione del 2,6% in valore

I saldi estivi chiudono agosto con una flessione del 2,6% in valore

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Luca Salomone

Iniziati il 4 luglio e terminati, a seconda delle regioni, fra il 15 agosto e il 1° settembre, i saldi estivi tirano le somme. Il bilancio in flessione non è una sorpresa.

Pesano fattori come la voglia di risparmio, ma anche l’affollamento di molte altre promozioni durante l’anno.

Va detto, per amore di precisione, che in alcune aree, Sicilia e Friuli-Venezia Giulia, la kermesse però non è ancora terminata e continua, rispettivamente, fino al 15 e 30 del mese in corso.

Federmoda-Confcommercio: la buona partenza dei saldi estivi non inverte il trend

Secondo Federazione Moda Italia-Confcommercio dopo una partenza incoraggiante la stagione degli sconti ha progressivamente perso slancio, chiudendo agosto con un calo medio delle vendite del 2,6% in valore rispetto allo stesso mese del 2025.

Il monitoraggio, condotto su quelle imprese associate che hanno risposto al questionario, dimostra che il quadro resta comunque articolato: il 55% ha registrato acquisti stabili (37%), o in crescita (18%), mentre il 45% ha subito una diminuzione.

“La buona partenza non è bastata a invertire una tendenza che continua a penalizzare il commercio di prossimità del settore – commenta Giulio Felloni, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio –. Il problema non sono i saldi, ma la debolezza dei consumi e condizioni di mercato sempre più difficili per i negozi indipendenti, tra costi di gestione ed energetici crescenti, margini ridotti e una competizione squilibrata. Anche il caldo eccezionale ha frenato la domanda. Senza interventi concreti, il rischio è una nuova accelerata della desertificazione”.

Saldi estivi agosto valore 1

I costi dei piccoli negozi e gli squilibri di mercato possono portare a una nuova desertificazione?

Fismo Confesercenti Veneto Centrale dà voce ai consumatori

Altri rilievi vengono da Fismo Confesercenti Veneto Centrale, che parla di una sostanziale tenuta, ma senza entusiasmo.

Per questa fonte non solo, fra gli associati, si è osservata una partenza sottotono, ma il 67% degli operatori ha registrato un’affluenza inferiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un calo degli incassi stimato intorno al 10 per cento.

La spesa complessiva si è concentrata nelle fasce più basse: la maggior parte ha speso meno di 50 euro e tra 100 e 199 euro.

Da un’indagine condotta fra i consumatori del territorio emerge, in ogni modo, che il 73,1% degli intervistati ha fatto acquisti durante la stagione dei saldi, confermando la fedeltà del pubblico all’appuntamento stagionale.

Il giudizio sulla convenienza degli sconti resta, però, improntato alla cautela: il 60% li definisce ‘nella media’, in confronto alle aspettative, e solo una persona su otto li considera ‘molto convenienti’.

Il pubblico più attivo durante i saldi estivi si è polarizzato nelle fasce d’età centrali: il 38,5% ha tra 45 e 54 anni e il 30,8% tra 55 e 64. Seguono i 35-44enni (19,2%) e gli over 65 (7,7%); marginale la presenza di under 35.

Sul fronte delle abitudini, solo il 19,2% approfitta dei saldi ‘a ogni stagione’, mentre la maggioranza li vive in modo più selettivo: il 38,5% li frequenta qualche volta e il 26,9% raramente. L’11,5%, invece, dichiara di comprare spesso.

Nonostante la crescita dell’e-commerce, il negozio di vicinato è rimasto il canale preferito: il 73,1% degli acquirenti si è rivolto principalmente ai punti vendita fisici, il 19,2% ha combinato fisico e online, mentre una quota residuale si è rivolta esclusivamente al commercio elettronico.

L’abbigliamento donna guida sempre la classifica dei saldi

Fra le categorie di prodotto più gettonate svetta l’abbigliamento donna, che guida la classifica con il 56% delle preferenze, seguito dalle calzature (44%) e dall’abbigliamento uomo (32%). Più distanziati l’abbigliamento bambino (12%), accessori e profumeria/cosmetica (8% ciascuno), mentre l’oggettistica per la casa, i costumi da bagno e la biancheria per la casa raccolgono quote marginali, intorno al 4 per cento.

Alla domanda sulla motivazione principale d’acquisto, il 52% dei soggetti indica i prezzi più ridotti, seguiti dalla necessità di acquistare determinati prodotti (20%) e da promozioni particolarmente interessanti (16%).

Solo il 12% ammette una spesa d’impulso. Un quadro che, secondo Fismo Confesercenti Veneto Centrale, attesta che il consumatore è sempre più razionale e attento al rapporto qualità-prezzo, poco incline a farsi guidare dall’emotività.

L’ammontare complessivo, conferma il pubblico, si è concentrato nelle fasce più basse: il 34,6% degli intervistati ha investito meno di 50 euro e un’identica quota tra 100 e 199 euro; l’11,5% si è collocato sia nella fascia 50-99 euro, sia in quella 200-399 euro, mentre il 7,7% ha stanziato fra 400 e 599 euro.

Coerentemente il 40% ha detto che lo sconto ha influenzato ‘abbastanza’ la decisione d’acquisto, il 20% ‘poco’, mentre le posizioni estreme (moltissimo e molto) hanno raccolto il 16% ciascuna.

Interrogati sul confronto con le edizioni passate, l’88% degli intervistati ha giudicato i saldi estivi 2026 in linea con gli anni precedenti, segno di una sostanziale stabilità percepita più che di un cambio di rotta, in un senso o nell’altro.

Tra i suggerimenti per le prossime edizioni, alcuni chiedono di contenere le promozioni nel corso della stagione precedente ai saldi veri e propri, per non comprometterne l’attrattiva, e di valutare uno spostamento del periodo verso la fine della stagione.

       
       

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