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Scivolano le quotazioni del riso. Coldiretti chiede l’intervento pubblico 

Scivolano le quotazioni del riso. Coldiretti chiede l’intervento pubblico 

Scivolano le quotazioni del riso. Coldiretti chiede l’intervento pubblico 

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Emanuele Scarci

Crollano le quotazioni dei risi all’origine e Coldiretti scrive al ministero dell’agricoltura chiedendo la convocazione urgente del tavolo nazionale della filiera risicola.

Sugli scaffali della distribuzione moderna, i prezzi del riso rimangono pressoché fermi (sotto i 3 euro al kg i formati standard), ma nelle borse merci di Milano, Vercelli e Mortara le quotazioni dei risoni (il riso grezzo) è in caduta libera da un anno: per esempio, il Roma è scivolato del 50%, Baldo e Arborio del 40%. Anche il principe dei risi, il Carnaroli, ha perso il 34%.

Coltura strategica

“Le imprese risicole stanno affrontando una fase di estrema difficoltà - scrive Coldiretti - che rischia di compromettere la sostenibilità economica del settore e la continuità produttiva di una coltura strategica per l’agricoltura italiana e per interi territori vocati”. Nel 2025 sono arrivati in Italia oltre 300.000 tonnellate di riso estero, +10%, di cui l’80% dall’Asia.

Per smaltire gli stock accumulati, l’organizzazione verde suggerisce anche “l’attivazione di uno specifico bando indigenti per l’acquisto e la distribuzione di riso italiano, una misura che consentirebbe di sostenere contemporaneamente le famiglie in difficoltà e le aziende agricole nazionali”.

Bianco e parboiled

Sul fronte dei consumi, nel 2025 gli acquisti di riso nella Gdo sono rimasti stabili (anche i prezzi), intorno a 450 milioni di euro. Il riso rappresenta il 3% della spesa delle famiglie per i derivati dei cereali e, pur non avendo il ruolo quotidiano della pasta, è legato alla tradizione culinaria italiana.

Si predilige il riso bianco lavorato (73% dei volumi acquistati), mentre il parboiled si ritaglia una quota consistente (25%) grazie alla praticità d'uso e alla tenuta in cottura.

Tra le varietà più acquistate, spiccano Carnaroli (17% dei volumi) e Arborio (11,6%), entrambi simboli del risotto italiano.
Il 55% del riso europeo è coltivato in Italia, con un giro d’affari intorno a 1,3 miliardi. L’export è di quasi 1 milione di tonnellate a fronte di un consumo nazionale di 450.000 tonnellate.

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