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L'Insalata dell'Orto e proteine in ortofrutta: il consumatore è pronto, ora tocca all’offerta

L'Insalata dell'orto e proteine in ortofrutta: il consumatore è pronto, ora tocca all’offerta
Sara Menin, direttore marketing e comunicazione de L’Insalata dell’Orto e Giulia Becci, biologa nutrizionista

L'Insalata dell'Orto e proteine in ortofrutta: il consumatore è pronto, ora tocca all’offerta

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redazione

Secondo la ricerca “Percepito del consumatore sui prodotti proteici nel reparto ortofrutta”, realizzata da Agroter per L’Insalata dell’Orto, il consumo di prodotti proteici è già una realtà consolidata nelle abitudini degli italiani, ma nel reparto ortofrutta questa domanda fatica ancora a trovare una risposta chiara e organizzata.

Lo studio, condotto su un campione di 513 responsabili acquisti tra Lombardia e Lazio tramite metodologia Cawi, evidenzia come l’attenzione verso le proteine sia ormai parte integrante delle scelte alimentari quotidiane: nel Lazio il 63% dei consumatori si dichiara interessato ai prodotti proteici, quota che si attesta al 54% in Lombardia. Non solo: il consumo è già strutturato, con il 65% dei consumatori nel Lazio che acquista prodotti proteici almeno una volta a settimana e il 57% in Lombardia.

La domanda entra anche nell’ortofrutta

Questa attenzione si estende anche al reparto ortofrutta: il 55% degli intervistati ritiene interessante trovare prodotti con un rilevante contenuto proteico anche in questa area del punto vendita. Un dato che segnala una chiara apertura all’innovazione, purché coerente con i valori distintivi della categoria, in particolare freschezza e naturalità.

Allo stesso tempo, emerge una trasformazione più profonda nei comportamenti di consumo. I prodotti proteici vengono scelti soprattutto perché adatti a chi pratica attività fisica (48%), perché contribuiscono a un’alimentazione equilibrata (38%) e per la loro praticità nei pasti e negli spuntini (31%). Elementi che indicano come il consumatore cerchi sempre più soluzioni alimentari complete, e non semplicemente ingredienti.

Offerta ancora poco leggibile

A fronte di una domanda già strutturata, l’offerta nel reparto ortofrutta appare ancora frammentata. Fino al 34% degli intervistati dichiara di non aver mai notato prodotti che comunicano un contenuto proteico, mentre la percezione si concentra soprattutto su categorie tradizionali come frutta secca e legumi. Le principali barriere all’acquisto restano il prezzo, indicato dal 52% del campione, e la percezione di artificialità (32%), elementi che evidenziano la necessità di sviluppare proposte coerenti con i valori di semplicità e naturalità propri dell’ortofrutta.

“Questa ricerca ci dice che il consumatore è già un passo avanti rispetto all’offerta – commenta Sara Menin, direttore marketing e comunicazione de L’Insalata dell’Orto –. Il tema delle proteine non è più una tendenza emergente, ma un elemento strutturale delle scelte alimentari. Per il reparto ortofrutta si apre una nuova opportunità: evolvere da luogo di acquisto di ingredienti a spazio in cui il consumatore può trovare anche soluzioni pasto. Una trasformazione che può avvenire solo mantenendo coerenza con i valori distintivi della categoria, come freschezza, naturalità e semplicità. In questo scenario, l’innovazione funziona quando è in grado di semplificare la vita quotidiana delle persone, rendendo immediato e accessibile il beneficio del prodotto”.

Nuove soluzioni per un nuovo reparto

I risultati della ricerca indicano quindi una direzione chiara per la filiera e per la distribuzione: non si tratta semplicemente di introdurre nuovi prodotti, ma di costruire un’offerta più leggibile e coerente, capace di intercettare una domanda già presente. Una sfida che passa anche dalla capacità di sviluppare soluzioni in linea con le aspettative del consumatore, che chiede prodotti pratici, riconoscibili e coerenti con i valori di freschezza e naturalità dell’ortofrutta.

“Il nostro obiettivo è tradurre questi insight in proposte concrete per il reparto – conclude Menin – con soluzioni che intercettano un bisogno e semplificano la quotidianità, aiutando il consumatore a costruire pasti equilibrati, restando però dentro i valori dell’ortofrutta”.

       
       

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