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Grana Padano, prezzi all’ingrosso -15% e le vendite volano a doppia cifra

Grana Padano, prezzi all’ingrosso -15% e le vendite volano a doppia cifra

Grana Padano, prezzi all’ingrosso -15% e le vendite volano a doppia cifra

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Emanuele Scarci

Prezzi all’ingrosso del Grana Padano giù del 15% nei primi quattro mesi dell’anno e rimbalzo delle vendite al dettaglio.

“Il ribasso delle quotazioni ha indotto vendite enormi con crescite nel primo trimestre 2026 a doppia cifra - ha detto il direttore generale del Consorzio Stefano Berni, in occasione dell’assemblea generale presso il Centro fiera del Garda a Montichiari -. Quindi, a partire dal 2025 il Grana Padano è stata la destinazione più remunerativa per il latte da insilati”.

Massimo storico

L’anno scorso la situazione era però sfuggita di mano al Consorzio, con una produzione volata del 7,4% al massimo storico di oltre 6 milioni di forme. I 134 produttori di Grana Padano avevano deciso di accelerare spinti da prezzi all’ingrosso record: quasi 11 euro/kg la stagionatura 9 mesi.
Dall’autunno è però iniziata la discesa delle quotazioni, fino ai 9,30 euro/kg di aprile di quest’anno. Lo scivolone dei prezzi ha reso il Grana Padano molto conveniente rispetto al Parmigiano Reggiano: oggi la forbice di prezzo è del 60% rispetto al 3% del biennio 2023/24.
Buone notizie anche dal fronte dell’export: nel 2025 la crescita del formaggio “dell’emozione italiana” è stata del 3% a 2,75 milioni di forme.

Anno indimenticabile

“Nonostante il rallentamento del prezzo all’ingrosso nell’ultimissima parte dell’anno - ha aggiunto Berni - il 2025 si è rivelato il miglior anno di sempre, inaspettatamente migliore anche del 2024 per le rilevanti quotazioni del formaggio. Unico neo è stato l’eccesso produttivo con una crescita di circa l’8%, causato dalle elevatissime quotazioni del formaggio”.
La crescita boom ha indotto, lo scorso dicembre, il Consorzio ad adottare provvedimenti penalizzanti per gli eccessi produttivi.
“Queste scelte rigorose indurranno sicuramente un rallentamento delle produzioni nel secondo semestre del 2026 - ha spiegato Berni -, visto che la crescita dello stesso periodo del 2025 è stata folle con un +12%”.
Il piano produttivo del 2026 è da rivedere? “No, lo rispetteremo - ha risposto Berni -. Ridurremo la produzione del 2%/3% per arrivare a una media biennale di +5/6%. Come peraltro stabilito a stragrande maggioranza dall’assemblea dei soci”.

Numeri in campo

Nel 2025 il mercato italiano dei formaggi duri tipici ha registrato volumi di circa 19mila tonnellate, -2%. La flessione dei volumi è stata tuttavia accompagnata da un balzo dei prezzi medi del +10,6%. Il valore totale del mercato è aumentato di 200 milioni intorno a 2,5 miliardi.
All’interno di tale contesto, il Grana Padano, comprensivo del Trentingrana, si conferma leader della categoria, con una quota del 44,1% a volume.
Secondo il Consorzio, i volumi sono cresciuti dell'1,6% e il fatturato del 12,7%, superando per la prima volta la soglia di 1 miliardo di ricavi.
Il prezzo medio al consumo del Grana Padano nel 2025 è stato di 16,75 euro/kg, +10,9%.

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