Aggiornato a

Granarolo: (ri)nasce il Caseificio del carcere della Dozza di Bologna

Granarolo: (ri)nasce il Caseificio del carcere della Dozza di Bologna

Granarolo: (ri)nasce il Caseificio del carcere della Dozza di Bologna

Information
redazione

È stato re-inaugurato il caseificio della casa circondariale Rocco D’Amato (detta Dozza) di Bologna avviando una produzione di caciotte che offrirà formazione e lavoro ai detenuti.

Latte donato dalla cooperativa di allevatori Granlatte-Granarolo

Il caseificio, che ha lavorato per poco delle mozzarelle, è stato ripristinato dall’intervento di Granarolo e convertito alla produzione di caciotte. Il latte, donato dalla cooperativa di allevatori Granlatte-Granarolo, viene pastorizzato nel vicino stabilimento Granarolo di Via Cadriano e trasportato e lavorato nel caseificio del carcere per avere caciotte di alta qualità, prodotte dai detenuti, remunerati secondo quanto previsto dal contratto nazionale. Al fianco dei detenuti maestri casari, manutentori, responsabili della sicurezza e della qualità della galassia Granarolo.

“La riapertura del caseificio dopo anni di inattività costituisce un traguardo importante che abbiamo perseguito con Granarolo e Fid, perché consente di implementare posti di lavoro alle dipendenze di aziende esterne. Tali opportunità lavorative rappresentano la base di percorsi rieducativi concreti ed effettivi per abbattere il rischio di recidiva”, ha commentato la direttrice del Carcere Rosa Alba Casella.

“Abbiamo deciso di produrre caciotte e non mozzarelle, come avveniva nel 2020 nei pochi mesi di lavoro del caseificio, per tante ragioni: la caciotta è un prodotto distintivo e duttile, ha una shelf life più lunga di una mozzarella e dunque c’è più tempo per portarla sul mercato, ma soprattutto è un formaggio che ha bisogno di cura nel tempo e insegna il valore positivo del cambiamento. Si tratta di un’esperienza di lavoro in grado di generare competenze rare e ricercate dal mercato. Un buon casaro impiega qualche anno a formarsi, motivo per il quale nella rosa dei candidati a ricoprire le posizioni si è puntato su detenzioni medio lunghe nella consapevolezza che stiamo lavorando soprattutto sul momento successivo al carcere. La caciotta racconta a chi la gusta la pazienza e la cura necessarie per far maturare un risultato buono e duraturo, proprio come un percorso di riscatto", afferma Gianpiero Calzolari di Granarolo.

Collaborazione con l'associazione Avoc

Quasi da subito, a Granarolo si è affiancata l’associazione Avoc, un gruppo di volontari già operativi a supporto dei detenuti in carcere e cresciuto grazie a tanti amici Granarolo che hanno messo a disposizione il loro sapere. Ci sono ex casari, ex direttori della qualità, ex direttori di stabilimento, persone provenienti dal mondo della ristorazione e delle Ong che si sono affiancati a medici, ingegneri, insegnanti. Ne è nato un gruppo di tutor che lavora in caseificio ed è pronto ad affiancare i detenuti con dedizione, passione e attenzione.

In collaborazione con Avoc per l’accompagnamento e con Cefal per la formazione professionale di detenuti e tutor (avvenuta tra luglio e dicembre 2025), il progetto del caseificio, oggi ai blocchi di partenza coinvolge tre detenuti dei sei formati e 11 volontari dei 18 formati e una rete di storici clienti Granarolo che si sono messi a disposizione, primi fra tutti Coop Alleanza 3.0 e Camst.

       
       

Logo Ristorazione Moderna

Accedi alla nostra chat bot Ai per cercare risposte alle tue domande
NON HAI TROVATO QUELLO CHE STAVI CERCANDO?
PROVA QUI:
CERCA NEL SITO PROVA LA NOSTRA AI