Inatteso cambio al vertice di Esselunga. Esce il dg storico Gabriele Villa ed entra Claude Sarrailh con i ruoli di amministratore delegato e dg. Il cambio di poltrone scatterà a partire dai primi del mese di novembre.
Claude Sarrailh, attualmente ceo di Ahold Delhaize per Europa e Indonesia, è alla guida di un’organizzazione da circa 40 miliardi di euro di fatturato e 160 mila dipendenti.
Villa è stato un Caprotti boys, con un lungo percorso in Esselunga e ruoli crescenti. Lascerà l’azienda in vista del pensionamento (67 anni). Nel 2021, Villa aveva sostituto (sia pure come dg) il ceo Sami Kahale, in sella dal 2019.
L’azienda scrive in una nota che Sarrailh è un manager internazionale con 30 anni di esperienza nel retail business, maturata in gruppi globali come Carrefour, Metro e Ahold Delhaize: “Ha sviluppato competenze di eccellenza in ambito commerciale, supply chain, operations e trasformazione digitale, guidando rilevanti processi di crescita e cambiamento in contesti complessi e altamente competitivi. Porta con sé una profonda conoscenza del business retail e del segmento away-from-home, oltre a un’esperienza diretta del mercato italiano. Dal 2014 al 2018 è stato ceo di Metro Italy e dal 2018 al 2021 ceo di Metro China”.
Marina Caprotti, proprietaria e presidente esecutivo di Esselunga ha dichiarato: “Dopo quasi dieci anni dalla scomparsa di mio padre, si apre per Esselunga una nuova fase di evoluzione e rafforzamento della governance. Abbiamo scelto un manager con una profonda esperienza internazionale nel retail, capace di coniugare visione e concretezza operativa. La sua conoscenza dei mercati globali, unita a una forte spinta verso innovazione ed efficienza, rappresenta un elemento chiave per affrontare un contesto sempre più competitivo. Siamo convinti che il contributo di Claude Sarrailh porterà nuovo slancio allo sviluppo dell’azienda e al rafforzamento del nostro brand, in continuità con il nostro piano strategico e con i valori che da sempre ci contraddistinguono”.
Claude Sarrailh invece sottolinea che “Esselunga rappresenta un’icona del retail italiano, con una forte identità e una posizione unica nel mercato. Non vedo l’ora di lavorare insieme alle persone dell’azienda per valorizzarne ulteriormente le competenze e costruire su queste solide basi, continuando a rafforzare le performance e accompagnando Esselunga nella sua prossima fase di sviluppo”.
Negli ultimi anni le performance di Esselunga erano risultate meno brillanti, ma nel 2025 il bilancio consolidato 2025 ha chiuso con ricavi per 9,532 miliardi (+0,9% rispetto al 2024) e un Ebitda di 725,5 milioni (+27,1%), con un’incidenza del 7,6% (dal 6%), non lontano dal pre-covid (8,3% nel 2019).
Il debito netto rettificato di Esselunga si è contratto da 1,694 miliardi a 1,615 miliardi (senza il leasing e i crediti verso clienti Fidaty Oro). La leva finanziaria è scesa da 2,9 volte a 2,2.
L’anno scorso Esselunga ha realizzato un maxi rifinanziamento del debito (in calo) con tre linee bancarie da 2,2 miliardi di euro che hanno sostituito altre in scadenza. Il retailer conta su un patrimonio netto intorno ai 2 miliardi.
Il debito è cresciuto dopo il riacquisto del 32,5% dell'immobiliare commerciale La Villata da Unicredit e l’acquisizione del 30% del capitale di Esselunga da parte degli azionisti di riferimento Marina Caprotti e Giuliana Albera da alcuni congiunti.
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