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Biologico: irresistibile crescita dei consumi nel 2025, +7,2 in volume e +9,2 in valore

Biologico: irresistibile crescita dei consumi nel 2025, + 7,2 in volume e +9,2 in valore

Biologico: irresistibile crescita dei consumi nel 2025, +7,2 in volume e +9,2 in valore

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Luca Salomone

Il biologico dimentica la difficile fase vissuta nel 2021 e, nel 2025, conferma la propria traiettoria espansiva, consolidando una ripresa iniziata già nel 2022.

Secondo i dati dell'Osservatorio Ismea-NielsenIQ, il valore degli acquisti alimentari biologici per consumo domestico ha chiuso il 2025 a quota 4,4 miliardi di euro, con una variazione positiva del 9,2% in valore rispetto al 2024: il risultato più elevato dell'ultimo quinquennio, al netto del picco eccezionale registrato nel 2020, durante il confinamento domestico dovuto alla pandemia.

Un ritmo più che doppio rispetto all’agroalimentare

A sostenere il mercato è il deciso incremento dei quantitativi acquistati: nel 2025 i volumi di prodotti bio nel carrello dalle famiglie italiane sono saliti del 7,2% rispetto all'anno precedente. Un dato che evidenzia una domanda più solida e strutturale e una crescente propensione dei consumatori verso questi prodotti.

Il settore si muove a un ritmo nettamente superiore rispetto al totale agroalimentare (+9,2% contro +3,7%), rafforzando il proprio peso negli acquisti dei nostri connazionali. L'incidenza attuale sulla spesa food sale così al 4%, in aumento di 0,4 punti percentuali sul 2024.

Chi sale e chi scende nel biologico

La dinamica positiva coinvolge la maggior parte delle categorie merceologiche e tra i comparti più dinamici spiccano latte e derivati, uova fresche, frutta e ortaggi. L'ortofrutta continua a rappresentare il cuore del mercato, con un'incidenza del 42,7% sulla spesa bio complessiva.

I latticini, dal canto loro, toccano il 24,3%, il livello più alto degli ultimi anni, sostenuti soprattutto dai formaggi freschi e stagionati.

Al contrario, per il terzo anno consecutivo, si osserva una flessione degli acquisti in valore nei comparti dei salumi (-15,6%) e delle carni (-10,9%), dinamica che risulta ancora più marcata sul fronte dei volumi (-18,7% per i salumi e -17,4% per le carni) che è riconducibile, almeno in parte, all’incremento dei prezzi di alcune referenze, con picchi del +28,1% per le carni bovine e dell’11,2% per il prosciutto crudo.

Supermercati pigliatutto, ma gli specializzati rilanciano

Sul versante distributivo, i supermercati si confermano il primo canale di vendita del biologico, con il 37% del mercato e un’impennata dell’11,7% nel 2025.

Il dato più interessante riguarda però il ritorno alla crescita del dettaglio tradizionale e specializzato, che interrompe una lunga fase di contrazione e totalizza un giro d’affari con un delta positivo del 13,4%.

Continua a correre anche il discount (+7,9%), seppure con ritmi più contenuti rispetto al passato, mentre gli ipermercati fanno segnare un +5,1 per cento.

Relativamente al dato geografico, l'espansione del mercato bio interessa tutte le aree del Paese, ma sono il Sud Italia e, per le isole, la Sicilia a mettere a segno la performance migliore: +13,7% sul 2024, con un valore complessivo degli acquisti che sfiora 1,3 miliardi di euro.

Il Nord Italia – conclude Ismea – continua, in ogni caso, a concentrare quasi la metà del mercato bio nazionale.

BIOLOGICO CRESCITA 2025 CONSUMI VOLUME VALORE 1

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