Sia nell’offerta ambient che in quella surgelata, l’industria intercetta le nuove abitudini di consumo tra ricette clean label e l’ascesa dei formati snack.
Il mercato della pizza e affini, inteso come paniere di specialità morbide (focacce), pizze fresche, basi per pizza e preparati, nell’anno terminante a gennaio 2026 raggiunge in Italia un giro d’affari di 150,5 milioni di euro, segnando un ulteriore +8,7% sull’anno precedente dopo il +17,8 del 2024. A volume sono stati venduti oltre 15,8 milioni di chilogrammi, evidenziando una crescita del +8,2% (dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount).
In valori assoluti la maggior parte del fatturato, oltre 50 milioni di euro, si realizza nell’Area1, ma è nell’Area 4 che si registra il maggiore incremento percentuale a valore (+23,3%), accompagnato da una crescita a volume del +25,1%. Anche l'Area 3 mostra performance superiori alla media nazionale, con un aumento dell’11,2% a valore e dell’11,7% a volume, mentre l'Area 2 cresce del 6,1% a valore e del 4% a volume. Per quanto riguarda i canali distributivi, i maggiori incrementi a valore si sono realizzati negli iper (+9,5%) e nei discount (+9,2%). Gli iper confermano lo stesso andamento anche a volume (+9,6%), mentre i discount si fermano al +7,8%. A livello di quota di mercato, i discount guidano sia a valore (39,7%) che a volume (46,8%), seguiti da supermercati (35,5% a val. e 30,8% a vol.), ipermercati (16,6% a val. e 15,8% a vol.) e liberi servizi (8,2% a val. e 6,7% a vol).

Il comparto evidenzia performance molto differenti a seconda della tipologia di prodotti. «A trainare l’intero paniere – osserva Matilde Ciroldi di NIQ – sono le specialità morbide (focacce), categoria core che da sola sviluppa il 63,6% del fatturato complessivo. Con 105 milioni di euro generati nell’ultimo anno, il segmento mette a segno un incremento a valore del 16%, accompagnato da una crescita a volume altrettanto significativa (+18%) dopo il già eccezionale +33,1% dell’anno precedente». La spinta arriva trasversalmente da tutti i format della Gdo, ma è il canale discount a distinguersi per crescita del fatturato (+24,5%) e dei volumi (+22,7%), con una quota di mercato che sale al 29,5% del fatturato totale (+2% sul 2024). Seguono i supermercati, che registrano incrementi del 13,3% a valore e del 15,9% a volume e che sono il principale canale per sales location con il 41,6% a valore. Anche gli ipermercati mostrano un andamento positivo (+14,7% a val. e +17,8% a vol.), sostenuto da un ampliamento dell’assortimento: in media 9,3 referenze vendute, +1% rispetto allo scorso anno. La sales location a volume, invece, è pari a 18,8%.
Flettono i segmenti minori
Sul fronte opposto, emergono segnali di rallentamento per tutti i segmenti minori. Le pizze fresche, dopo un andamento sostanzialmente stabile lo scorso anno, scendono a 35,3 milioni di euro di fatturato (23,5% del fatturato totale), con una contrazione pari a -3,5% a valore e a -3,2% a volume. «In territorio negativo – conclude Matilde Ciroldi – anche il sottosegmento pizze pronte a lunga conservazione, che rappresentano appena il 5% del giro d’affari complessivo e arretrano del -7,4% a valore e del -7,9% a volume dopo, però, una crescita a due cifre nel 2024. Performance negativa anche per il segmento delle basi per pizza, che prosegue il declino già osservato l’anno precedente. Il comparto registra infatti una contrazione del 30,2% a valore, dopo il già significativo -27,6% dell’anno precedente, accompagnata da un calo del 27,2% a volume. Più contenuta è, invece, la flessione dei preparati per pizza, che nell’ultimo anno registra un trend del -11% a valore e del -11,9% a volume».