Accordo raggiunto fra Lidl Italia e sindacati sul contratto integrativo. Per l’azienda è un investimento di 65 milioni di euro l’anno, per i 23 mila dipendenti un passo in avanti nel sostegno al potere d’acquisto, stabilità lavorativa e conciliazione vita-lavoro.
L’accordo dovrà essere ratificato, ma sono stati necessari 2 anni e mezzo di negoziati e due giorni di sciopero, l’ultimo lo scorso 18 luglio.
Aumenti economici
L’azienda tedesca comunica che riconoscerà a tutti gli addetti, indipendentemente dal livello e dal monte ore, un importo annuale di 650 euro suddiviso tra buoni spesa (500 euro) ed erogazione economica (150 euro). Sul fronte della stabilità, l’intesa eleva il monte ore minimo settimanale per i contratti part-time a 25 ore, rispetto alle 18 ore previste dal contratto nazionale applicato da Lidl (quello di Confcommercio, dopo l’uscita da Federdistribuzione dell’aprile 2024).
Viene inoltre introdotto ex novo un contratto specifico da 16 ore nel weekend, per offrire flessibilità a studenti e altre categorie che necessitano di conciliare l'attività lavorativa con altri impegni settimanali. L'accordo garantisce un trattamento economico migliorativo per il lavoro notturno, riconoscendo una maggiorazione che potrà arrivare fino al 50% rispetto al 15% previsto dal contratto nazionale.
Maxi investimento
Sebastiano Sacilotto, direttore del personale, dichiara: “Abbiamo messo in campo un investimento complessivo che supera i 65 milioni l’anno: una scelta forte e consapevole per sostenere il reddito dei nostri collaboratori. Essere l’unica azienda del discount con un contratto Integrativo dal 2009 è una responsabilità che rinnoviamo oggi con l'obiettivo preciso di valorizzare le nostre persone”.
Soddisfatti anche i sindacati. “Questo accordo - dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs - rafforza salario, diritti e qualità del lavoro e migliora l’organizzazione dei turni. Ora si apre una nuova fase di relazioni industriali che dovrà consolidare e dare piena attuazione agli impegni assunti”.
Sul fronte aziendale, dal prossimo 1° marzo (nuovo anno fiscale) al vertice di Lidl Italia s’insedierà il ceo Martin Brandenburger, proveniente dalla filiale Grecia-Cipro. Il top manager subentra a Massimiliano Silvestri che ha lasciato la guida di Lidl Italia dopo 24 anni.
Effetto banca
Lidl Italia, parte del gruppo tedesco Schwarz, controlla una rete di 800 pdv, la seconda dopo Eurospin. Nell’anno fiscale 2023/24 (chiusura a febbraio), ha realizzato ricavi da vendite per 7,16 miliardi di euro (+7,2%), un Ebitda di 524 milioni (-4,2%) e un profitto di 194 milioni (contro 231). L’azienda vanta utili accantonati per circa 1,7 miliardi.
Nel triennio 2025/2027 la società ha programmato 1,5 miliardi di investimenti con l’apertura di 150 store. La previsione è quella di doppiare la boa dei mille punti vendita, con un rafforzamento particolare nelle aree Nielsen 3 e 4.
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