Più pasta nel carrello della spesa e con uno scontrino più leggero. Il calo dei prezzi colpisce soprattutto la marca del distributore. Nel 2025 le vendite di pasta di semola classica, secondo Circana, sono aumentate a volume dell’1,1% ma sono calate a valore del 3,5%, a poco più di 1 miliardo di euro.
Il prezzo medio di 1 kg di pasta acquistato nella grande distribuzione (iper, super e libero servizio) è stato di 1,73 euro, in calo del 4,6%. L’anno precedente si era contratto del 5%, infatti la pasta secca è uno dei pochi prodotti di base il cui prezzo è calato per due anni consecutivi. Sia per lo scivolone del grano duro che per la strategia taglia-prezzi del leader di mercato Barilla che le ha consentito di recuperare una fetta delle quote di mercato perdute.
Giù il grano, su le promozioni
Oggi le quotazioni del grano duro italiano oscillano intorno a 260 euro/tonn, ma nel 2023 avevano toccato un picco di 470 euro. Anche per questo, due anni fa il leader di mercato Barilla decise di tagliare i prezzi della pasta del 9%. Subito scattò la corsa a riposizionarsi nella scala prezzi degli altri player. Da allora la pressione promozionale media ha superato il 50%: l'anno scorso ci sono state punte del 65% per Garofalo e del 78% per Voiello.
"Il ricorso alla promozioni non è più un sintomo di debolezza - osserva Emidio Mansi, direttore commerciale del Pastificio Garofalo -. E' impossibile pensare di mantenere la propria quota di mercato senza ricorrere alle promozioni. E se vuoi rimanere nella fascia premium devi essere costantemente in promozione".
Il saliscendi
Nel 2025 la quota di mercato di Barilla è salita di quasi 8 punti percentuali al 22% a volume. Lo stesso balzo è stato quello realizzato dal brand Voiello. A queste performance della scuderia di Parma si aggiunge oltre l’1% della linea superpremium Al Bronzo.
Alle spalle del leader di mercato, inciampano le private label: hanno perso il 6,5% a volume limando la quota di mercato al 14%. Mentre è in ripresa Divella, nel segmento del prodotto standard, con una quota intorno all’11%.
Nella fascia premium (rappresenta il 42% del totale a volume) consolidano la crescita Rummo e La Molisana con un balzo di oltre il 4%, rispettivamente, all’8% e oltre il 10%. Il pastificio molisano della famiglia Ferro è salito al terzo posto, dopo Barilla e Divella.
Ferma Garofalo (8%), ma Mansi obietta che "il 2025 è stato invece un anno performante, con una forte crescita. Lo dimostreranno i dati di bilancio di prossima uscita".
Fuori dai Top 8, emerge la performance di De Matteis Agroalimentare, che ha aumentato i volumi del 14%, ritagliandosi una quota a valore dell’1,6%. La società irpina controlla il brand Pasta Armando, grano 100% italiano residuo zero con un prezzo medio di 2 euro/kg e vendite in Italia per oltre 17 milioni.
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