Il Consorzio Cacciatore Italiano ha chiuso il 2025 in netta crescita, con circa 4 milioni e 200 mila kg lavorati, a fronte dei quasi 3milioni e 900mila del 2024 (fonte: Ifcq Certificazioni), la produzione è aumentata del 7,9%.
Le vendite hanno registrato un incremento del 5%, trainate dall’export cresciuto del 19% grazie, soprattutto, al formato dell’affettato in vaschetta che, per la sua praticità e comodità di utilizzo e formato (vaschette disponibili nei formati da 60 – 80 – 100 g) è particolarmente apprezzato all’estero, facendo registrare un vero e proprio exploit di crescita pari al 47%.
La quota vendite all’estero ora rappresenta il 39% del totale certificato, rispetto al 34% del 2024.
Sempre sul fronte export, la performance del Salame Cacciatore Italiano Dop in Germania è stata particolarmente positiva (+39%), confermando la terra tedesca il primo mercato di riferimento, che passa dal 47% al 52% del totale esportato. In altri termini, più della metà dell’export va in Germania. A seguire troviamo Svizzera, Olanda, Belgio, UK e Austria.
In Uk il Salame Cacciatore Italiano Dop registra un +74%, dovuto al programma di promozione “The Eu Fab 6 Savour the Pdo and Pgi Wines and deli meats from Europe”, finanziato dalla Ue e articolato con una serie di attività, compresa la possibilità di degustazione del prodotto nei supermercati inglesi con l’opzione di acquisto diretto in store che, evidentemente, sta portando i suoi frutti.
A livello di canali distributivi in Italia si segnala la prevalenza della Gdo con una quota del 60%, seguita dal discount con il 34% e il normal trade con il 6%.