La sostenibilità per il Consorzio del Prosciutto di San Daniele non è solo tutela ambientale, ma è anche e soprattutto sostenibilità sociale ed economica, un pilastro fondamentale che mette al centro le persone e il territorio.
Il "saper fare", tramandato storicamente tra generazioni, è infatti considerato una risorsa viva che garantisce l’identità del prodotto e la sua continuità nel tempo. Per questo motivo, il Consorzio investe costantemente in percorsi educativi volti a valorizzare il capitale umano, come dimostrano i dati più recenti: sono 650 le persone coinvolte nelle attività di formazione professionale dedicate agli operatori del comparto.
L'attività educativa si estende però oltre i confini degli stabilimenti, raggiungendo chi porta il prodotto sul mercato e sulle tavole: 2.300 professionisti dei canali di distribuzione, del normal trade e dell'Horeca hanno partecipato a sessioni formative specifiche mentre 5.500 consumatori sono stati protagonisti, durante il 2025, di masterclass informative e laboratori di degustazione.
Il Prosciutto di San Daniele si conferma, poi, un motore primario per il turismo, sia a livello locale sia regionale. Il 32% dei visitatori di San Daniele del Friuli cerca esperienze legate proprio al prosciutto Dop. Un forte interesse motivato dalla ricerca di visite guidate e degustazioni sensoriali guidate a cui si aggiungono attività ristorative nelle numerose realtà del territorio. Tali interessi generano un flusso costante di circa 160mila turisti ogni anno nella città di San Daniele creando un indotto diretto per le strutture ricettive e commerciali.
L’impatto del Prosciutto di San Daniele Dop, tuttavia, va ben oltre la produzione e il turismo, configurandosi come un asset strategico misurabile. Secondo i dati elaborati da The European House – Ambrosetti, il sistema San Daniele è in grado di generare un valore condiviso rilevante.
A fronte di un fatturato alla produzione di 360 milioni di euro, il comparto genera un effetto leva significativo: per ogni euro di fatturato generato, si attivano 2,2 euro aggiuntivi nell'intera economia. Il comparto del San Daniele è quindi capace di generare una ricaduta economica totale che supera 1,15 miliardi di euro. Una ricchezza che si riversa direttamente sul territorio, sostenendo l’occupazione, le filiere e contribuendo allo sviluppo del sistema Paese, a riprova di come la Dop economy rappresenti una leva imprescindibile per la competitività italiana.
“Il Prosciutto di San Daniele nasce dalle persone e per le persone – dichiara Mario Emilio Cichetti, direttore generale del Consorzio –. I numeri delle attività di formazione e delle ricadute turistiche dimostrano che il nostro prodotto è un’eccellenza alimentare e un ecosistema che crea valore, fondato su un sistema di sostenibilità che mette in relazione capitale umano, territorio e filiera produttiva. Generare ricchezza per il territorio significa sostenere la comunità che custodisce la nostra tradizione, garantendo un futuro al saper fare e mantenendo vivo il tessuto socio-economico in cui operiamo, in linea con un modello di eccellenza riconosciuto a livello europeo”.