Sono state approvate le modifiche ordinarie al disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta Fontina.
L'ufficializzazione arriva con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, serie generale numero 48 del 27-02-2026, del decreto n. 26A00916 del 18-02-2026 della Direzione Generale per la Promozione della Qualità Agroalimentare del Masaf-Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
Le novità, relative agli articoli n. 3 e n. 6 riguardanti la trasformazione e la stagionatura del prodotto, sono state decise all'unanimità dall'Assemblea straordinaria del Consorzio Dop Fontina il 22 maggio dello scorso anno con l'obbiettivo principale di migliorare la sostenibilità sociale, economica e ambientale della filiera produttiva.
I cambiamenti relativi alla fase di trasformazione, per i produttori che decideranno di accoglierli, potranno tradursi concretamente in: possibilità di refrigerazione della materia prima latte direttamente in stalla, slegando così gli orari di mungitura da quelli di fornitura ai caseifici; possibilità di trasformare il latte proveniente da più mungiture, con riduzione orari di lavoro, costi e consumi energetici; riduzione dei trasporti, quindi meno chilometri percorsi, minor consumo di carburante.
La modifica al disciplinare è una svolta storica per la filiera produttiva della Fontina Dop capace di incidere positivamente sulla qualità del lavoro manuale in stalla e consente ai caseifici di organizzare i giri di raccolta in base alle caratteristiche specifiche di ogni acquirente, territorio di competenza e realtà aziendale riducendo inquinamento e costi. Il Consorzio ha voluto così andare incontro anche alle esigenze dei produttori primari che operano nelle zone più marginali, distanti dai caseifici, e soffrono, quindi, maggiormente dei costi e dei ritmi di raccolta del latte.
Si tratta di cambiamenti cruciali a sostegno della produttività della filiera zootecnica dedicata alla produzione di Fontina Dop, un formaggio che può essere prodotto solo ed esclusivamente all'interno della regione Valle d'Aosta, un territorio montano con siti produttivi collocati anche oltre i 2.500 metri di quota. Le difficoltà di operare in un ecosistema affascinante, ma complesso dal punto di vista morfologico e climatico, insieme a ritmi di lavoro rigidi, dettati dalle esigenze del bestiame, e ai recenti aumenti dei costi di gestione, negli ultimi anni si sono rivelati un ostacolo per le nuove generazioni di produttori a portare avanti l'attività di famiglia e restare a fare impresa sul territorio. Con questo intervento i soci produttori del Consorzio auspicano, quindi, di poter mettere un freno alla fuga dei giovani dalla filiera. Nelle prossime settimane verranno organizzate giornate formative per la corretta informazione delle aziende associate.
Dal punto di vista del prodotto, le modifiche apportate non incideranno sulle proprietà organolettiche della Fontina Dop, incluse quelle all'art. 6 relativo alla stagionatura. Quest’ultimo sancisce che, d’ora in avanti, “il formaggio idoneo a Fontina Dop o le produzioni già certificate di Fontina Dop possono essere sottoposte, prima della loro immissione in commercio, ad un trattamento di Hpp (High Pressure Processing-Trattamento ad alte pressioni)”.
La ricerca condotta dal Consorzio Dop Fontina in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, ha dimostrato che il trattamento di termizzazione del latte (64 °C per 40 secondi) e il trattamento in Hpp delle forme di formaggio, non alterano le caratteristiche chimico-fisiche, microbiologiche e organolettiche che rendono unica la Fontina Dop.