Gdo più veloce nel Centro-Sud, rispetto al Nord Italia: questo uno degli elementi chiave emerso in occasione del Marketing & Retail Summit 2026 di Bain & Company.
Nel periodo 2014-2025, come emerge dall’analisi condotta dal big della consulenza, il mercato del Mezzogiorno e Isole ha registrato una crescita di circa 1,6 volte superiore rispetto al settentrione, con un tasso annuo positivo del 4,4% contro il 2,8% del Centro-Nord, pur avendo dimensioni del 40% inferiori.
Il Centro-Sud si distingue per livelli di reddito mediamente più bassi e una maggiore eterogeneità territoriale. Il divario dei guadagni rispetto ai capoluoghi del Nord è di circa 20 punti. Inoltre, la differenza tra capoluoghi e province è nettamente più marcata in Area 4.
Di conseguenza, per rispondere alla complessità della domanda, gli operatori distributivi meridionali presentano portafogli di insegne più ampi, registrando un numero medio di 5,1 (contro una media di 3,9 del Centro-Nord), per giunta in aumento rispetto ai 4,7 marchi del 2014.
Parallelamente, il Centro-Sud e le Isole mostrano un’incidenza dei prodotti alimentari locali significativamente superiore: +14 per cento.
Diverse imprese distributive meridionali si collocano nel salotto buono dei top performer, evidenziando come il raggiungimento di una solida scala locale rappresenti un fattore chiave per sostenere livelli superiori di redditività.
Tuttavia, in un ambito competitivo in fase di intensificazione, il modello tradizionale, basato esclusivamente su un forte radicamento territoriale, non è più sufficiente, secondo Bain & Company, a garantire un vantaggio sostenibile nel tempo.
Diventa sempre più necessario affiancare alla scala locale una maggiore scala assoluta, indispensabile per diluire i costi operativi, rafforzare la capacità di investimento e supportare traiettorie di crescita nel medio-lungo periodo.
In questo scenario, il settore è chiamato a evolvere verso modelli più industriali, scalabili e diversificati, in cui la dimensione, sia a livello locale, sia complessivo, rappresenti un fattore per abilitare uno sviluppo sostenibile e un miglioramento strutturale della marginalità.
"La competizione - afferma Andrea Petronio, senior partner e responsabile italiano retail di Bain & Company - non si gioca più solo sull’espansione della rete. Diventa cruciale realizzare operazioni di fusione, acquisizione e joint venture, sostenere investimenti rilevanti e proteggere i margini in un contesto sempre più orientato alla convenienza".

Secondo Bain & Company con l'AI il commercio può ottenere un incremento della redditività fino a 3-4 punti percentuali di Ebit
Una delle leve strategiche è, in questo senso, l’intelligenza artificiale.
I retailer più avanzati, sempre secondo la ricerca, stanno già adottando soluzioni di AI, per ottimizzare le negoziazioni con i fornitori, supportare il personale di vendita e sviluppare modelli operativi basati su un’automazione avanzata, delineando un vantaggio destinato a consolidarsi nel tempo, con un potenziale incremento della redditività fino a 3-4 punti percentuali di Ebit.
Parallelamente, in un’ottica più generale, si stima che circa il 30% del lavoro possa essere automatizzato, abilitando una crescita dei ricavi tra il 5 e il 15% e un miglioramento della produttività, nelle funzioni di supporto, fino al 15 per cento.
"Gli operatori della Gdo sono chiamati a compiere scelte strategiche nette: accelerare il consolidamento, investire in capacità distintive e adottare modelli operativi scalabili, per cogliere a fondo il potenziale di crescita del Centro-Sud - conclude Petronio -. Chi saprà combinare radicamento territoriale, disciplina industriale e adozione efficace delle nuove tecnologie potrà trasformare la complessità del mercato in un vantaggio, posizionandosi come leader nella prossima fase di evoluzione del settore".
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