Dall’analisi delle oltre 1.500 novità di prodotto che verranno presentate nel corso dell’edizione 2026 di Tuttofood, emerge un consumatore evoluto, non più in cerca di semplici prodotti ma di “combinazioni di significato”.
Il panorama gastronomico attuale sembra allontanarsi, dunque, dalle categorie tradizionali per abbracciare una struttura ibrida, dove il confine tra cibo, funzionalità e piacere gourmet si fa sempre più sottile e, a volte, svanisce.
Questa evoluzione non è un fenomeno isolato o legato a logiche di marketing, ma si inserisce in un cambiamento più ampio e strutturale, descritto dal Food Manifesto, la “carta dei valori del cibo”, pensata e indirizzata alla community mondiale del food, in cui il cibo viene proposto come una leva strategica imprescindibile per affrontare le grandi sfide globali.
Sono quattro le tendenze che stanno ridefinendo l’offerta agroalimentare mondiale:
Confetture e composte, in particolare, si trasformano in prodotti gourmet attraverso abbinamenti insoliti (spezie e pairing con i formaggi). Una tendenza confermata da prodotti come la pasta di peperoncino giallo, un derivato vegetale lavorato, utilizzabile come salsa/composta proveniente dal Perù, o la liquirizia all’alloro, olandese, vegana e gluten-free, o ancora il cheddar stagionato con whisky gallese e zucchero di canna naturale, proposto da una realtà inglese.
Il trend del “global food” domina i piatti pronti, con ramen e noodle che portano l’identità culturale asiatica, e soprattutto coreana, nella quotidianità urbana, anche proposti in chiave ibrida, come nel caso del Ramen saltato Bulsauce al gusto formaggio, in cui l'aggiunta di un formaggio ricco crea una morbida copertura sui noodle, bilanciando perfettamente il calore intenso della salsa, oppure della serie di Korean Cup Noodle, in diverse varianti. Si tratta di soluzioni rapide, ready-to-go, che mantengono una forte identità culturale accompagnandosi a un packaging molto moderno. Questo trend mette in evidenza un consumatore aperto, curioso: il cibo diventa linguaggio condiviso e spazio di contaminazione culturale, contribuendo a costruire connessioni tra comunità e modelli alimentari diversi.
Il vegano non è più una nicchia, ma una dimensione integrata e trasversale, legata a un posizionamento etico e salutistico strutturale. Esempi dall’Italia sono il pesto vegano, presentato da un’azienda ligure, e la crema proteica al pistacchio 100% vegana, da un’azienda siciliana, mentre il Mais Gigante del Cusco proviene dal Perù.
Smoothie e mix di superfood non sono più semplici succhi, ma strumenti per il benessere (energia, detox, vitalità), confermate da prodotti come il frullato Misto benessere arancione – clementine, zucca, curcuma e grano saraceno proposto da un’azienda calabrese e il succo 100% biologico con rapa rossa presentato da un’azienda abruzzese, accomunati dalla presenza di ingredienti naturali e dalla percezione salutistica, non sempre necessariamente esplicitata, ma espressa dal packaging.
Tra i prodotti “solidi”, un’azienda laziale propone una pinsa con una formulazione studiata per offrire un profilo nutrizionale più salutare rispetto alla pinsa classica, grazie ad un basso contenuto di grassi e zuccheri e all’apporto proteico ottenuto con l’aggiunta di prodotti come la farina di pisello.
Questo trend indica una nuova centralità della salute, intesa come equilibrio complessivo, e il food Manifesto sottolinea proprio questo passaggio: il cibo come alleato della vita lungo tutto l’arco dell’esistenza, non solo come fonte calorica.