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Distribuzione moderna fra transizione demografica e innovazione

Distribuzione moderna tra transizione demografica e innovazione

Distribuzione moderna fra transizione demografica e innovazione

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redazione

Con quasi un lavoratore su tre over 50 e un’accelerazione sempre più evidente dell'innovazione tecnologica, la distribuzione moderna si confronta con due grandi trasformazioni che stanno ridefinendo il mercato del lavoro: l’invecchiamento della forza lavoro e l'introduzione dell’AI.

“La transizione demografica e l'innovazione tecnologica stanno trasformando profondamente il mercato del lavoro e pongono nuove sfide anche alla distribuzione moderna – ha affermato Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione –. Si tratta di fenomeni che riguardano da vicino le persone che lavorano nelle nostre imprese e che richiedono strumenti adeguati a valorizzare le competenze, favorire il dialogo tra generazioni e accompagnare l'evoluzione delle professionalità. Per questo è fondamentale analizzarli e comprenderli, affinché possano tradursi in opportunità di crescita per i lavoratori e per le aziende. Federdistribuzione considera questi temi una priorità perché rappresenta un settore che occupa decine di migliaia di persone, investe stabilmente sui territori e svolge un ruolo essenziale per l'economia e la vita quotidiana dei cittadini”.

“La nostra federazione è impegnata a promuovere relazioni industriali solide e una contrattazione collettiva di qualità, contrastando la frammentazione contrattuale e valorizzando il ruolo del Ccnl come strumento di tutela e sviluppo. Allo stesso tempo, rappresentiamo le imprese della distribuzione moderna sui principali temi che interessano la filiera, dall'innovazione alla sostenibilità, dalla logistica ai consumi, contribuendo al confronto con le istituzioni per costruire condizioni favorevoli alla crescita, all'occupazione e alla competitività del settore”.

Stabilità occupazionale

Secondo la ricerca realizzata dalla Federazione insieme a PwC su un campione rappresentativo delle imprese del settore, con circa 450.000 lavoratori, la distribuzione moderna si conferma un settore con un’elevata stabilità occupazionale: l’86,3% dei contratti è a tempo indeterminato, un dato superiore rispetto alla media nazionale, ed è significativo anche il tasso di occupazione femminile, pari al 62,1%, ben al di sopra della media italiana.

La quota di lavoratori over 50 è salita al 30,2%, in linea con l’andamento demografico del Paese, il 18% degli occupati del settore ha meno di 30 anni, mentre il 51,7% si colloca nella fascia tra i 30 e i 50 anni, dimostrando la coesistenza tra diverse generazioni: le imprese sviluppano piani di formazione, sviluppo e comunicazione per i lavoratori per valorizzare le competenze e il potenziale delle persone.

Comparto in crescita

La distribuzione moderna è inoltre un comparto in crescita e in continua trasformazione, spinto dagli investimenti in innovazione, dalla transizione digitale e dall’introduzione di nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale.

Dall’“Osservatorio lavoro della distribuzione moderna organizzata” esperienza, competenze e capacità di trasferire conoscenze alle nuove generazioni emergono come fattori decisivi per la competitività delle imprese e la continuità organizzativa. Sul fronte dell'intelligenza artificiale, le aziende della distribuzione moderna stanno progressivamente integrando le nuove tecnologie nei processi aziendali, con l'obiettivo di semplificare le attività più ripetitive, migliorare l'organizzazione del lavoro e liberare tempo per mansioni a maggiore valore aggiunto.

"Il retail moderno rappresenta un osservatorio privilegiato dei cambiamenti che stanno attraversando il mercato del lavoro. Le nostre imprese convivono ogni giorno con una pluralità di generazioni, competenze ed esperienze che costituiscono una risorsa straordinaria per la competitività e la qualità del servizio ai cittadini. La sfida che abbiamo di fronte è valorizzare questo patrimonio accompagnandolo con investimenti in formazione, innovazione e sviluppo delle competenze. L'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie non devono essere viste come strumenti di sostituzione delle persone, ma come opportunità per migliorare l'organizzazione del lavoro, sostenere il benessere dei lavoratori e accrescere la produttività", ha dichiarato Francesco Quattrone, direttore affari generali e area lavoro di Federdistribuzione.

"Per questo servono politiche che sostengano la formazione continua, l’active ageing e il trasferimento delle competenze tra generazioni, trasformando le grandi transizioni in corso in opportunità di crescita per imprese e lavoratori”, conclude Quattrone.

       
       

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