A novembre il Black Friday traina le vendite del non food. Secondo i dati preliminari di Istat, le vendite al dettaglio registrano, su base annuale, un aumento a valore dell’1,3% e del +0,5% a volume.
Tuttavia le vendite degli alimentari aumentano a valore (+1,3%) ma calano a volume (-0,5%) mentre quelle dei prodotti non alimentari aumentano sia a valore (+1,4%) che a volume (+1,1%). Facile concludere che le vendite superscontate del Black Friday hanno trainato il dato generale.
Per quanto riguarda i beni non alimentari, rimane al vertice il settore del cura persona (+5,9% a valore) mentre il calo più consistente è per orologeria e gioielli (-0,4%).
Disaggregando i dati, il discount si conferma al vertice con il +3,3%. Seguono ipermercati +2,7% e super +2,3%. Arretrano ancora i piccoli negozi, -0,6%. In crescita costante il commercio elettronico, +8,3%.
Dal suo canto, NielsenIQ registra che, nel progressivo 30 dicembre 2024/28 dicembre 2025, le vendite nella distribuzione moderna (iper+super+libero servizio, discount e drug) sono cresciute a valore del 2,1%.
Secondo il direttore dell'Ufficio studi Confcommercio, Mariano Bella, "il dato di novembre, seppure atteso per le vendite del Black friday, costituisce un elemento di sostegno all’idea che la parte finale del 2025 sia stata piuttosto vivace anche in termini di spesa delle famiglie".
A rafforzare questa ipotesi, “c’è anche il fatto che il dato di novembre segue il miglioramento di ottobre: due variazioni congiunturali positive e significative non si verificavano da quasi due anni. Dopo un periodo caratterizzato da timori sul proprio futuro reddituale e da profonde attenzioni ai comportamenti correnti di spesa è probabile che le famiglie abbiano percepito come sicuro il rientro dell’inflazione e avvertano meno timori per il potere d’acquisto, in ciò confortate dalle solide dinamiche del mercato del lavoro".
"In questo contesto - conclude Bella - che manifesta miglioramenti diffusi a tante categorie di spesa, non vanno trascurati gli elementi di fragilità. Permangono ancora difficoltà per alcuni segmenti di consumo più maturi, come alimentari, abbigliamento e calzature".
Per Federdistribuzione “i dati Istat confermano la fase di debolezza dei consumi, su cui continuano a pesare gli effetti di un contesto generale segnato da forte incertezza. Un quadro che, nonostante il progressivo rientro dell’inflazione, non consente di intravedere nel breve periodo una reale ripresa della domanda interna. A confermarlo è anche l’avvio poco dinamico della stagione dei saldi invernali, che evidenzia una cautela ancora marcata da parte delle famiglie”.
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