Per Conapi la sostenibilità rappresenta un principio che guida da oltre quarant’anni il modello di business della cooperativa. Un approccio che oggi trova una sintesi nel primo bilancio di sostenibilità, intitolato “Il nostro volo verso la sostenibilità”.
Si tratta più di un semplice documento di rendicontazione: il bilancio racconta l’identità di una realtà che riunisce oltre 600 apicoltori italiani, con una filiera completamente integrata e controllata, dalla produzione in apiario fino alla commercializzazione del prodotto attraverso il brand Mielizia. Conapi, infatti, rappresenta oggi una delle principali realtà europee del settore, con oltre 100.000 alveari distribuiti sul territorio nazionale, circa 5 miliardi di api tutelate e una produzione annua di circa 3.000 tonnellate di miele, tra convenzionale e biologico. La cooperativa sviluppa un fatturato di 23,5 milioni di euro, in crescita del 5,5% nell’anno in corso.
Il bilancio di sostenibilità, riferito all’esercizio luglio 2024-giugno 2025, nasce con l’obiettivo di offrire massima trasparenza verso stakeholder, mercato e comunità, attraverso un’analisi approfondita degli impatti ambientali, sociali e di governance della cooperativa, come spiega Nicoletta Maffini, direttore generale di Conapi Mielizia.
Abbiamo adottato gli standard internazionali GRI in modalità “in accordance with”, scegliendo quindi di rendicontare in modo completo tutti gli indicatori pertinenti previsti dalla metodologia. Una decisione che conferma la volontà della cooperativa di affrontare il percorso Esg con un approccio rigoroso, misurabile e orientato al lungo periodo. Questa prima edizione rappresenta infatti anche un benchmark di riferimento, destinato a guidare il confronto e la valutazione dei risultati negli anni a venire.
Il focus sulle persone si sviluppa su due direttrici principali: da un lato la forza lavoro, dall’altro la crescita, intesa come investimento in formazione, aggiornamento professionale e percorsi di carriera. L’organizzazione presenta una forte presenza femminile, pari a circa il 60% delle risorse complessive, e una struttura demografica giovane, con quasi il 70% delle risorse nella fascia 30-50 anni. Questi dati dimostrano che siamo una realtà orientata al futuro. Nel bilancio vengono inoltre approfonditi tutti gli aspetti relativi agli inquadramenti professionali e alla remunerazione, con dettagli sia numerici sia narrativi che raccontano il modo in cui le persone crescono all’interno dell’organizzazione, anche grazie agli investimenti fatti nella formazione, oltre a iniziative di coinvolgimento diretto tra struttura e base sociale, come il programma “Conapi Casa Tua”.
All’interno di Conapi convivono due anime della stessa cooperativa: da una parte ci sono le aziende dei soci apicoltori, che si occupano della raccolta del miele, dall’altra lo stabilimento, dove il prodotto viene lavorato, analizzato e confezionato. Per questo abbiamo sviluppato un percorso di crescita e formazione reciproca, pensato proprio per mettere in connessione queste due realtà. Da un lato, infatti, il personale della struttura visita le aziende apistiche dei soci per comprendere meglio cosa accade nella fase della raccolta e nei laboratori degli apicoltori. Dall’altro, i soci partecipano al progetto “Conapi Casa Tua”, un’iniziativa di porte aperte attraverso la quale possono conoscere da vicino gli impianti, seguire momenti di formazione tecnica e approfondire tutte le fasi successive alla produzione. L’obiettivo è permettere ai soci di capire come viene valorizzata la materia prima che conferiscono: dalle analisi di qualità fino alla lavorazione, senza dimenticare tutta la parte legata al mercato e alla distribuzione, aspetti che spesso percepiscono come più distanti rispetto al loro lavoro quotidiano.
Oltre ai dipendenti, abbiamo coinvolto diversi stakeholder – clienti, fornitori e soci – nel processo di identificazione delle aree più rilevanti per l’azienda, i cosiddetti “temi materiali”. Su questi temi è stata poi costruita la matrice di materialità, che rappresenta in qualche modo la bussola del bilancio di sostenibilità, perché orienta la narrazione e definisce le priorità da approfondire. Un’azienda, infatti, non può parlare indistintamente di tutto: deve individuare gli argomenti davvero significativi, sia per il proprio business sia per le persone con cui interagisce. E farlo attraverso un percorso partecipato è fondamentale, perché permette di costruire una visione condivisa delle priorità. Si tratta di un lavoro lungo, basato sul confronto e sull’ascolto reciproco, ma proprio per questo molto prezioso.
L’attività educational rappresenta da sempre uno dei pilastri di Conapi e del brand Mielizia. Dal 2013, ad esempio, è attivo il Parco delle api e del miele, uno spazio dedicato alla divulgazione e alla sensibilizzazione sul mondo delle api e degli insetti impollinatori. Ogni anno il progetto coinvolge tra i 600 e i 1.000 bambini attraverso attività educative dedicate non solo alle api, ma anche alla cultura del miele e alla tutela della biodiversità. Nel tempo abbiamo inoltre realizzato un piccolo museo e la mostra “Vivere con le Api”, promuovendo maggiore consapevolezza sul ruolo fondamentale degli impollinatori per l’ambiente e per l’agricoltura. All’interno del bilancio di sostenibilità trovano spazio tutte le iniziative che la cooperativa porta avanti da anni sul fronte della divulgazione, della sensibilizzazione e della promozione culturale legata a queste tematiche. Un altro ambito centrale riguarda l’inclusione, con particolare attenzione ai temi della corretta nutrizione e dello sport. A questo si affianca la dimensione della solidarietà e della vicinanza al territorio, attraverso attività di supporto a iniziative culturali, donazioni e collaborazioni con realtà locali. Conapi sostiene, ad esempio teatri, spettacoli per bambini ed eventi dedicati alla comunità, contribuendo alla vitalità culturale del territorio.
Al centro c’è innanzitutto l’attenzione alla qualità del prodotto, un elemento che orienta le scelte della cooperativa e definisce anche il rapporto con i soci apicoltori. In Conapi, infatti, i soci non sono semplici fornitori: il legame è molto più profondo e strutturato. Per entrare a far parte della cooperativa è necessario presentare una domanda, che viene valutata da un consiglio di amministrazione composto quasi interamente da apicoltori. Si tratta di una caratteristica distintiva della governance di Conapi: il Cda è formato da dieci apicoltori e da un solo membro tecnico, un legale eletto dall’assemblea dei soci. Un modello che rappresenta un importante valore aggiunto, perché garantisce una gestione fortemente radicata nella conoscenza diretta del settore e delle esigenze produttive. Il regolamento interno prevede inoltre che i soci conferiscano in esclusiva a Conapi tutta la propria produzione. Questo significa che la cooperativa non acquista miele sul mercato come avviene in molte altre realtà, ma lavora esclusivamente il prodotto conferito dai soci, con l’obiettivo di valorizzarlo al meglio. È proprio questo meccanismo a rendere Conapi una realtà unica: un modello cooperativo che consente di mantenere una filiera estremamente corta, quasi priva di intermediazioni, in cui il rapporto tra produttore e consumatore è diretto e trasparente.
Oggi la cooperativa ha raggiunto un equilibrio quasi perfetto tra le due produzioni: circa il 50% del miele conferito è biologico e il restante 50% convenzionale. Si tratta di un traguardo particolarmente significativo, perché la produzione biologica comporta vincoli e requisiti molto stringenti, oltre a rese spesso più limitate. Conapi ha però creduto fortemente in questo percorso, tanto da sostenere direttamente i propri associati anche nel processo di certificazione biologica, facendosi carico dei relativi oneri. Arrivare oggi a una suddivisione equilibrata tra bio e convenzionale rappresenta quindi un risultato importante, che testimonia l’impegno costante della cooperativa verso modelli produttivi sostenibili.
Il biologico ha attraversato, alcuni anni fa, una fase di maggiore difficoltà, mentre oggi il comparto sta registrando performance positive e segnali di ripresa incoraggianti. È chiaro, però, che il convenzionale continua ad avere un peso predominante, soprattutto dal punto di vista dei volumi e del prezzo. Nel mondo del miele esiste inoltre un aspetto particolarmente interessante legato alla percezione del consumatore. Ancora oggi, infatti, circa un consumatore su tre tende a fare confusione tra miele biologico e convenzionale, perché il miele viene percepito in generale come un prodotto già di per sé naturale. Questo porta molte persone a pensare che tutto il miele sia automaticamente biologico. C’è quindi ancora un importante lavoro culturale e informativo da portare avanti.
All’estero commercializziamo quasi esclusivamente miele biologico, perché si tratta di una caratteristica molto più riconosciuta e apprezzata dai consumatori. Il miele italiano è già percepito come un prodotto di qualità, ma quando è anche biologico viene considerato una vera eccellenza. Inoltre, produrre miele biologico è più complesso rispetto al convenzionale e, proprio per questo, il prodotto bio risulta più raro sul mercato internazionale. In Italia c’è ancora un percorso culturale da consolidare, ma la distribuzione sta iniziando a recepire sempre di più questa evoluzione. Lo scaffale accoglie il biologico con crescente attenzione e l’auspicio è che, anche grazie al lavoro condiviso con le insegne della Gdo, ci sia spazio per ampliare ulteriormente l’offerta di referenze bio.
Si tratta di un protocollo pensato per le aziende che vogliono certificare il proprio impegno a favore delle api e degli insetti impollinatori. Le imprese che scelgono di aderire intraprendono insieme a Conapi un percorso strutturato che può svilupparsi su diversi pilastri: dalla formazione dei dipendenti, anche attraverso attività di team building, fino alla gestione del verde aziendale in ottica favorevole agli impollinatori. Molte aziende, ad esempio, dispongono di parchi, giardini o spazi verdi e, attraverso questo protocollo, possono adottare pratiche mirate alla tutela della biodiversità, arrivando poi a certificare il proprio impegno grazie a un marchio rilasciato individuale rilasciato da CONAPI sulla base delle verifiche di un ente certificatore terzo con cui collaboriamo. È un progetto recente, ma rappresenta già un’iniziativa molto significativa nel percorso di sensibilizzazione ambientale. A proposito di biodiversità, si stima che, grazie all’attività degli apicoltori associati, la cooperativa contribuisca all’impollinazione di circa un quarto del territorio italiano.
I risultati di questo impegno saranno ancora più evidenti nel prossimo bilancio, anche grazie ai recenti investimenti realizzati: in particolare il nuovo magazzino e l’impianto fotovoltaico, che consentiranno alla cooperativa di raggiungere un livello di autonomia energetica molto elevato.
Il percorso proseguirà con una nuova rendicontazione prevista per il 2027 sull’anno agricolo 2025-2026, consolidando un processo destinato a evolversi nel tempo e a rafforzare ulteriormente la propria strategia di sostenibilità.