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Discount: in Italia ce ne sono 6.200. La quota di mercato esplode

Discount: in Italia ce ne sono 6.200. La quota di mercato esplode

Discount: in Italia ce ne sono 6.200. La quota di mercato esplode

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Luca Salomone

Quanti sono i discount in Italia e qual è la loro quota di mercato? E a che velocità viaggiano rispetto ai competitor? Alle domande ha risposto Savills.

Durante la scorsa settimana la multinazionale immobiliare inglese ha presentato, a Milano, il rapporto Italian retail out-of-town real estate market, un ampio excursus sui vari canali distributivi.

Lombardia, terra di discount

Guardando al solo discount si parte da una considerazione, tanto semplice, quanto stringente: in uno scenario come quello attuale, caratterizzato da un’intensa e ormai stabile ricerca della convenienza, questo format non può che svilupparsi.

Nel nostro Paese, secondo dati di Savills e McKinsey, ci sono circa 6.200 discount, distribuiti in modo abbastanza uniforme sul territorio, ma con una maggiore concentrazione in Lombardia (15%), Lazio (10%) e nelle regioni Sicilia e Veneto (9% ciascuna).

“La loro quota di mercato – afferma la ricerca - è decisamente aumentata negli ultimi anni: mentre nel 2014 i discounter alimentari canalizzavano un 16% delle vendite totali di prodotti food, nel 2024 questo valore ha toccato il 22 per cento".

Una rincorsa che accelera nel tempo

In altre parole, il format ha guadagnato 6 punti. Troppo pochi? Niente affatto, perché quando si va a considerare un arco cronologico più breve – i 5 anni compresi fra il 2019 e 2024 - si scopre che l’accelerata, sempre nel food & beverage, è stata addirittura del 44 per cento, con un +5 per cento nel 2024 rispetto al 2023.

E questo a fronte di una rete nazionale che, in termini numerici, è salita invece di 17 punti, sempre nel quinquennio 2019-2024.

E rimane ancora spazio visto che, sempre il rapporto, documenta che mentre i discounter attivi nella nostra Penisola hanno, appunto, un'incidenza (2024) del 22% sul totale grocery, in Europa l’indicatore è già attestato al 26 per cento.

È una forbice che, del resto, verrà colmata. Ogni giorno apre almeno un nuovo negozio, mentre vendite e fatturati delle imprese sono in continuo incremento.

L’87% ai primi 5 discounter

Una peculiarità del nostro scenario è poi l’alto tasso di concentrazione: “I primi cinque attori – si legge - detengono circa l'87% pur avendo ‘solo’ il 63% del totale dei punti vendita”.

“I migliori operatori – afferma ancora Savills - stanno adottando sofisticati modelli multiformato e multi-categoria, i quali si adattano alle varie geografie e ai differenti bacini di domanda.

“Inoltre, i vari marchi stanno aprendo anche nelle vie dei centri urbani, dimostrando così di essere ben attrezzati per entrare in nuovi mercati, attrarre un pubblico più ampio e sfidare le altre tipologie di vendita al dettaglio”.

Emblematico il caso di Lidl che, a Milano aveva, a fine febbraio, 26 punti vendita.

I DISCOUNT IN ITALIA SECONDO IL RAPPORTO DI SAVILLS

DISCOUNT ITALIA 6200 QUOTA MERCATO 1

       
       

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