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Pomodoro, l’Italia si conferma regina di export: +2% per i consumi interni

Pomodoro: l’Italia si conferma regina di export. In crescita anche i consumi interni

Pomodoro, l’Italia si conferma regina di export: +2% per i consumi interni

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Luca Salomone

Mentre si stipulano i primi accordi per la nuova campagna del pomodoro, che inizierà in luglio, Ismea fa il punto sul 2025.

L’anno è stato molto positivo per i "rossi" made in Italy. Il nostro Paese ha rafforzato il proprio ruolo nel pomodoro per l’industria, superando, dal lato produttivo, 5,8 milioni di tonnellate e tornando al secondo posto mondiale, alle spalle degli Stati Uniti.

Export a quota 2,8 miliardi di euro

Sempre durante lo scorso anno il Bel Paese ha confermato la propria leadership nell'export, davanti a Cina, Spagna e Stati Uniti.

La crescita generale è stata sostenuta soprattutto dall'espansione delle superfici coltivate, salite a circa 78.700 ettari.

Sul fronte commerciale, nella campagna 2024/25, l'Italia ha esportato conserve di pomodoro per un valore superiore a 2,8 miliardi di euro, mentre il saldo commerciale ha superato 2,5 miliardi di euro.

I consumi premiano il valore aggiunto

Anche sul mercato interno, le nostre famiglie hanno testimoniato il ruolo centrale del prodotto, con una domanda in crescita nella stagione commerciale 2024/25.

Gli acquisti al dettaglio, in volume, sono cresciuti del 2%, un incremento che si registra sia rispetto all'anno precedente, sia rispetto alla media dell'ultimo triennio.

Nel 2025 si consolida inoltre la dinamica positiva dei segmenti a maggior valore aggiunto: sughi pronti, passate e conserve biologiche aumentano la propria quota di mercato, evidenziando un orientamento del mercato verso prodotti più pratici, qualificati e ad alto contenuto di servizio.

Più in dettaglio passate e polpe, insieme, rappresentano circa i tre quarti dei volumi e il 55% della spesa complessiva. I sughi pronti incidono, rispettivamente, per il 12 e il 29%, mentre i pelati viaggiano sul 9% in quantità e sul 7% in valore.

Il pomodoro biologico cresce del 15 per cento

L’aumento dei volumi ha riguardato quasi tutte le principali categorie: le passate hanno fatto segnare un +3,4% su base annua (+5,8% rispetto al triennio precedente), i sughi pronti a lunga conservazione un +2,2% (+4,4% sul triennio), i sughi freschi un +8,9% (+14,2% sul triennio), le conserve di pomodorini +9,4% (+1,3% sul triennio) e il concentrato +3,8% (+4,7% sul triennio).

È proseguita, invece, la flessione delle polpe, in calo dell’1,5% (–6,9% sul triennio), e dei pelati, che perdono l’1,2% (–5,2% sul triennio).

“Il segmento delle conserve biologiche certificate – continua Ismea - rappresenta circa il 4% delle vendite complessive, con una prevalenza di passate, polpe e sughi, e una presenza più contenuta dei pelati. La stagione 2024/25 è stata particolarmente dinamica e ha registrato un aumento del 15% degli acquisti in quantità, favoriti da una riduzione di circa il 3% dei prezzi medi. Nel 2025, gli acquisti di conserve bio si sono avvicinati al record di vendite del 2020, raggiunto in coincidenza con il lockdown per la pandemia”.

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