Finalizzata da Maghen Capital, gruppo specializzato in investimenti immobiliari residenziali, l’acquisizione dell’ex palazzo Coin Excelsior di Milano Corso Vercelli, 30-32.
Il department store, uno dei più noti e importanti della città con i suoi 65 anni di attività, chiuderà i battenti il prossimo 31 luglio.
L’immobile, affittato al retailer dal 1961- data dell'opening -, si sviluppa su sei piani fuori terra e un livello interrato, per una superficie complessiva di circa 5.000 metri quadrati, cui si aggiunge un’area sotterranea destinata a parcheggi.
Il valore complessivo dell’operazione ammonta a 33 milioni di euro. In ballo, come sottolineano le fonti sindacali, c’è il futuro di 25 lavoratori Coin.
Il palazzo, a uso misto, sorge nel cuore del quartiere elegante Vercelli-Pagano, nella zona ovest del capoluogo lombardo.
Quale sarà il destino di questo importante attivo? "L’operazione è in linea con il modello di business che caratterizza il nostro gruppo – ha dichiarato Michael Meghnagi, amministratore delegato di Maghen Capital –, mirato ad accrescere il valore dell’investimento attraverso la riqualificazione in immobile residenziale di lusso con ampi ed esclusivi servizi comuni, parcheggi e terrazze, in risposta alle richieste dei clienti e all’attuale trend di mercato di Milano”.
Tempo fa si era ventilato che l'insegna di moda sarebbe rimasta, con un piccolo spazio: succederà davvero?
Intanto, da parecchi giorni, i lavoratori di gruppo Coin hanno indetto uno sciopero nazionale che si svolgerà il 18 giugno, e questo nonostante le recenti e buone notizie sul futuro del brand: secondo aumento di capitale (da 30 milioni di euro) e un importante accordo con Mango per l’insediamento di 22 negozi del marchio spagnolo in altrettanti grandi magazzini del gruppo italiano.
I sindacati di settore, Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs, sottolineano che “il rilancio aziendale non può essere solo dichiarato, ma deve essere verificabile nei punti vendita, attraverso investimenti concreti, organici adeguati, ricollocazioni effettive e condizioni di salute e sicurezza pienamente garantite”.
Nella stessa giornata il Ministero delle imprese e del made in Italy ha fissato comunque, a Roma, un incontro con le parti.
