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Olio, i volumi tornano a respirare. L'evo resta il motore del comparto

Olio, i volumi tornano a respirare

Olio, i volumi tornano a respirare. L'evo resta il motore del comparto

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redazione

Per sostenere il mercato dell'olio, le aziende puntano sul recupero dei consumi dell'extravergine, mentre la pressione promozionale e la Mdd cercano di mitigare l'impatto dei prezzi.

Olio i volumi tornano a respirare 1Nell'anno terminante a marzo 2026, il comparto (dati Circana, totale Italia, Iper+Super+Lsp+Discount) ha mostrato segnali di ripresa sul fronte delle quantità, con una crescita dell’1,3% dei volumi su base annua. Complessivamente sono stati venduti oltre 388,4 milioni di litri di prodotto (olio d'oliva+semi). Il fatturato totale, invece, si è attestato a 1,72 miliardi di euro, registrando tuttavia una contrazione decisa del 14,5%, legata al progressivo rientro dei picchi inflattivi che avevano caratterizzato le stagioni precedenti.

Aree geografiche e canali distributivi

La distribuzione geografica delle vendite a volume vede la leadership del Sud con il 30,2% dei volumi e il 23,8% del valore. Segue il Nord-Ovest, che incide per il 26,3% sui volumi e per il 29% sul valore di mercato. Il Centro+Sardegna rappresenta il 24,3Olio i volumi tornano a respirare 3% del volume e il 25,1% del valore, mentre il Nord-Est chiude il cerchio con una quota del 19,1% a volume e del 22,1% a valore. Per quanto riguarda i canali distributivi, i supermercati confermano la loro centralità assoluta, gestendo il 55% dei volumi e il 62% del valore complessivo. I discount rappresentano il secondo canale per importanza, con una quota del 27,6% a volume e del 18% a valore. Seguono i liberi servizi, con il 10% a volume e il 10,8% a valore, e gli ipermercati, che si collocano in ultima posizione con il 7,5% dei volumi e il 9,2% del valore.

Andamento dei segmenti

All'interno del mercato, i diversi segmenti mostrano dinamiche divergenti. L’olio extravergine di oliva (evo) rappresenta il motore del compartOlio i volumi tornano a respirare 2o con oltre 168,7 milioni di litri venduti (+9,4%) e 1,19 miliardi di euro di fatturato, in calo del 16,1%. L’olio di semi è il secondo segmento per volumi (201,9 milioni di litri), ma registra una flessione del 3,6% a quantità e del 2,7% a valore. L’olio di oliva mostra una contrazione nei volumi (-2,8%), ma soprattutto nel valore (-29,4%). Infine, l’olio di sansa segna il trend più critico, con un crollo del 45,2% dei volumi e del 58,9% del valore. Il panorama competitivo vede una presenza massiccia della private label, che detiene il 31% del valore del mercato. Tra i produttori di marca, i primi tre player (Monini, Farchioni, Deoleo) coprono complessivamente il 19% del mercato a valore.

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