Aggiornato a

Per i consumatori gli insaporitori sono più di un semplice condimento

Insaporitori, più di un semplice condimento

Per i consumatori gli insaporitori sono più di un semplice condimento

Information
redazione

Il mercato degli insaporitori vede i prodotti trasformarsi in elementi identitari dell’esperienza culinaria. Da qui la voglia dei consumatori di informarsi sull’origine, sulla filiera e sull’uso che se ne fa nei Paesi d’origine.

Il comparto, nell’anno terminante il 22 febbraio 2026, registra un bilancio complessivamente positivo. A totale Italia, il giro d’affari supera i 494 milioni di euro, in crescita di circa l’1,3% rispetto all’anno precedente. I volumi risultano sostanziInsaporitori più di un semplice condimento 1almente stabili, attestandosi a 177,6 milioni di chilogrammi (‑0,1%), mentre il valore è sostenuto quasi interamente dall’aumento del prezzo medio, che sale a 2,79 euro, con un incremento dell’1,3%. È quindi un mercato che tiene, ma lo fa più per effetto del pricing che per una reale espansione delle quantità vendute. «L’intensità promozionale è in crescita – osserva Matteo Diaferio di NIQ –, nonostante gli insaporitori siano una categoria caratterizzata da bassa promozionalità. L’incidenza delle vendite in promozione sale all’8,6% a volume e al 9,6% a confezioni, con incrementi rispettivamente di +0,8 e +0,5 punti rispetto all’anno precedente. Parallelamente, continua anche l’espansione dell’assortimento: il numero medio di referenze per punto vendita raggiunge quota 52,9, in aumento di oltre l’1,2%».

Aree geografiche e canali distributivi

Dal punto di vista geografico, l’Area 4 si conferma la più dinamica, trainando il comparto con una crescita a valore del 3,6%, che porta il fatturato a quasi 94 milioni di euro, e mostrando segnali stabili anche sul fronte dei volumi (+0,1%). L’Area 3, con un giro d’affari di 115 milioni di euro, evidenzia un incremento a valore del 2,1%, mentre i volumi registrano la contrazione più marcata (-0,5%), complice l’aumentoInsaporitori più di un semplice condimento 2 del prezzo medio a confezione, pari a +1,6%. L’Area 2, la seconda area principale in termini di fatturato (199 milioni di euro), è quella che mostra la crescita a volume più favorevole (+0,5%) grazie a un’intensità promozionale del 13%, tra le più alte del comparto. In controtendenza l’Area 1: il core della categoria che, con un giro d’affari di 166 milioni di euro, registra una flessione del fatturato dello 0,8% e una contrazione dei volumi dello 0,3%, configurandosi come l’area più matura e sotto pressione. Osservando i canali, si conferma la centralità della distribuzione moderna, che concentra circa l’80% del valore del mercato con quasi 400 milioni di euro e 126,4 milioni di chilogrammi venduti. Nel complesso, il canale cresce dell’1,5% a valore, con volumi pressoché invariati (+0,2%). Nello specifico, ipermercati e supermercati mostrano le performance più solide, con crescite intorno al 2% e un contributo positivo anche in termini di volumi. «In particolare – afferma Matteo Diaferio –, è proprio l’iper a guidare la crescita a volume: con un trend del +1,6% si configura come il canale chiave per la categoria, grazie soprattutto a un assortimento sempre più ampio (+1,6% referenze per punto vendita). Più critico, invece, il quadro per i canali di prossimità: i liberi servizi arretrano sia a valore (-1,6%) sia a volume (-3,4%), mentre il discount mostra un andamento debole, con una tenuta del fatturato (+0,5%) ma con volumi in calo (-0,6%)».

Andamento dei segmenti

A totale Italia, il segmento aromi e spezie si conferma il motore principale degli insaporitori, con un fatturato complessivo di quasi 223 milioni di euro e 4,7 milioni di chilogrammi venduti, crescendo sia a valore (+4,3%) sia a volume (+3,4%) e rafforzando ulteriormente il proprio peso sul totale mercato. «All’interno del segmento – prosegue Matteo Diaferio – erbe (56,4 milioni di fatturato; 39 milioni di confezioni) e pepe (40 milioni di euro; 22 milioni di confezioni) si configurano come i due principali sottosegmenti, con trend di crescita a confezione positivi sostenuti da un assortimento in espansione e da un aumento dei prezzi medi. In particolare, è proprio il pepe che registra l’aumento più significativo del prezzo con 1,82 euro (+2,3%). La cannella è la spezia con il trend di crescita più forte: nonostante abbia una dimensione più contenuta (quasi 11 milioni di euro di fatturato; 6,8 milioni di confezioni), è l’unica che cresce a doppia cifra a volume (+18,8%). Interessante l’andamento dello zafferano (40,5 milioni di euro; quasi 16 milioni di confezioni), caratterizzato da un prezzo premium (2,55 euro a confezione) ma che nell’ultimo anno registra una contrazione del punto prezzo (-2,2%), complice una promozionalità in aumento (+2,8%)». La noce moscata (5,5 milioni di euro; 3,5 milioni di confezioni), invece, registra una flessione in termini di confezioni vendute (-3,8%), dovuta anche a un incremento del prezzo medio a confezione (+1,5%).
Insaporitori più di un semplice condimento 3 Più articolata la dinamicadei preparati brodo e gelatina, che nel complesso mostrano una contrazione a valore dell’1,5%, fermandosi a un fatturato di 193 milioni di euro, a fronte di volumi in aumento (45 milioni di kg; +2,2%). Al suo interno, il primo sottosegmento del mercato, brodi liquidi (59,2 milioni di euro di fatturato; 32,6 milioni di litri), è l’unico a registrare trend positivi (+1% a val. e +4,1% a vol.), intercettando la domanda di praticità e alto contenuto di servizio. Anche in questo caso, la promozionalità gioca un ruolo fondamentale: è il sottosegmento che segna l’intensità promozionale più alta raggiungendo il 28% delle confezioni vendute in promo. Al contrario, i brodi in tavoletta (88,8 milioni di fatturato; 9,2 milioni di chilogrammi) e i brodi solubili/granulari (29,8 milioni di euro; 2,2 milioni di chilogrammi) risultano in contrazione sia a valore che a volume. La gelatina, infine, resta un sottosegmento marginale e sostanzialmente stabile. Il segmento del sale, invece, conferma il profilo più maturo, con 76,9 milioni di euro di fatturato e 126,8 milioni di chilogrammi venduti. A totale Italia, il valore cresce solo marginalmente (+0,4%), mentre i volumi risultano in flessione dello 0,9%. Dietro questa apparente stabilità, si nasconde però una forte polarizzazione: «Il sale fino e il sale grosso, i sottosegmenti che rappresentano più dell’80% del fatturato della categoria, mostrano andamenti piatti o negativi – precisa Matteo Diaferio –, mentre il sale speciale si distingue come uno dei più dinamici dell’intero comparto, con una crescita del 3,3% a valore e dell’1,2% a volume. Anche il sale dietetico, pur restando su dimensioni limitate, evidenzia segnali di recupero (+1% a val. e +2,1% a vol.). Più minoritari gli ultimi due segmenti del comparto, le soluzioni culinarie e gli insaporitori alle erbe: entrambi mostrano forti segnali di arretratezza, rispettivamente con un trend a volume del -8,6% e del -24,8%.

Leggi di più su DM Magazine maggio 2026

       
       

Logo Ristorazione Moderna

Accedi alla nostra chat bot Ai per cercare risposte alle tue domande