Mondo pet, i consumatori controllano la qualità. L'offerta si rinnova

Mondo pet, i consumatori controllano la qualità

Mondo pet, i consumatori controllano la qualità. L'offerta si rinnova

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redazione

L’attenzione da parte dei pet owner nei confronti della qualità porta a un rinnovamento dell’offerta nel mercato pet e a una forte segmentazione in base a specifiche esigenze funzionali. Il mondo gatto traina il comparto.

Mondo pet i consumatori controllano la qualità2Nell'anno terminante a giugno 2026, il comparto dedicato agli animali domestici nella distribuzione moderna evidenzia un trend generale di tenuta a valore, sostenuto dalla spinta inflattiva, a fronte di una fisiologica contrazione dei volumi. Secondo l’analisi Circana, il mercato si articola in due principali macroaree, il pet food e il pet care. Il pet food raggiunge un giro d'affari complessivo di quasi 1,96 miliardi di euro con una lievissima crescita a valore dello 0,4% rispetto all'anno precedente. I volumi complessivi si attestano a 510,1 milioni di chilogrammi, registrando una flessione dell’1,9%. Il pet care, invece, genera un valore di poco superiore ai 303,3 milioni di euro, evidenziando una contrazione dell’1,3% a valore e un calo contenuto delle unità vendute (-0,6%), che ammontano a quasi 89,7 milioni di unità (dati Circana, Totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount+Drugstore).

Aree geografiche e canali distributivi

Sia nel pet food sia nel pet care, l'Area 1 si conferma il bacino di consumo principale, concentrando il 31,1% delle vendite di cibo a valore e il 33,4% di quelle per la cura. Segue l’Area 3 con il 27,1% del pet food e il 27,4% del pet care. L'Area 2 genera circa il 21% delle vendite in entrambi i comparti (pet food 21,1% e pet care 21,5%), mentre l’Area 4 copre il 20,6% del pet food (ma ben il 27,3% dei volumi in kg) e il 17,7% del pet care. Analizzando la rete di vendita, i supermercati si coMondo pet i consumatori controllano la qualità3nfermano il canale egemone della distribuzione moderna, veicolando da solo il 51,1% del fatturato pet food (superando il miliardo di euro) e il 44,6% del mercato pet care (135,22 milioni di euro). Un ruolo di primissimo piano è ricoperto dai discount, che arrivano a presidiare il 23,2% a valore nel cibo (454,9 milioni di euro), spingendosi fino al 36,2% dei volumi totali in chilogrammi, e coprono il 21,8% delle vendite per la cura dell'animale (32,4% a vol.). Il ruolo dei drugstore risulta rilevante nel pet care, dove si intercetta il 15,4% del mercato (46,6 milioni di euro) a fronte di una quota del 6,9% nel food. Completano il quadro gli ipermercati, che pesano a valore per il 10,4% nell'alimentazione e per il 13% nella cura, e i liberi servizi, che chiudono rispettivamente all'8,3% nel pet food e al 5,2% nel pet care.

Focus sui segmenti pet food

Mondo pet i consumatori controllano la qualità4La segmentazione per tipologia di animale rivela una marcata polarizzazione all'interno del pet food, con le referenze per gatti che continuano a guadagnare terreno rispetto a quelle destinate ai cani. L'alimentazione felina rappresenta il 63,8% del fatturato complessivo del pet food, arrivando a un valore di quasi 1,25 miliardi di euro (+1,7% a val.) e dimostrano una sostanziale tenuta anche a volume (-0,1%, con 263 milioni di kg). Il cat wet food (umido gatto) raggiunge un valore di 797,2 milioni di euro (+1,7%) e registra l'unico segno positivo anche nei volumi (+0,6%) con 154,8 milioni di chilogrammi. Il cat dry food (secco gatto) genera 359,2 milioni di euro (+1% a val. e -1,3% a vol.). Il cat snack food evidenzia le performance in percentuale più brillanti dell'intero mercato, registrando un balzo del 5,3% a valore (91,5 milioni di euro) e del 7,6% a volume (4 milioni di kg), a testimonianza del crescente spazio dedicato alla gratificazione e alle occasioni fuori pasto. Il segmento cane copre il 36,2% delle vendite di pet food con 708,9 milioni di euro, ma chiude il periodo con un calo dell’1,8% a valore e del 3,7% a volume (247,1 milioni di kg):
Il dog wet food (umido cane) raggiunge 309,4 milioni di euro e 116,3 kg (-0,4% a val. e -3,2% a vol.). Il dog dry food (secco cane) evidenzia il calo più marcato della categoria con 242,5 milioni di euro e 115,6 chilogrammi (-4% a val. e -4,6% a vol.). Infine, il dog snack food flette leggermente assestandosi a 156,9 milioni di euro (-1% a val. e -1,4% a vol.) per 15,1 milioni di chilogrammi.

Focus sui segmenti pet care

ll comparto pet care, che complessivamente vale 303,3 milioni di euro, vede una forte concentrazione delle vendite attorno alla Mondo pet i consumatori controllano la qualità5cura quotidiana dei felini. Le lettiere rappresentano oltre la metà dell'intero mercato pet care (51,9% di quota a valore), sfiorando i 157,4 milioni di euro. Il segmento mostra una dinamica positiva a valore (+1,7%) e di tenuta nelle unità vendute (+0,2%) con 49,5 milioni di confezioni. Secondo sottosegmento per rilevanza è l’igiene cane con 90,3 milioni di euro (29,8% del comparto), pur registrando una contrazione del 4,4% a valore e dello 0,9% a unità (24,7 milioni di unità). Gli accessori cane generano 27,7 milioni di euro (-7,5% a val. e -3,1% a unità), mentre il pet care altri animali si attesta a 18,2 milioni di euro (-1,6% a val. e -2,3% a unità). Igiene e accessori gatto rappresentano nicchie più contenute, che valgono rispettivamente 5,5 milioni e 4 milioni di euro, ma gli accessori gatto evidenziano un trend a valore molto sostenuto (+5,5%).

Marca del distributore e assetti competitivi

Mondo pet i consumatori controllano la qualità6I dati di mercato evidenziano un ruolo centrale e in costante rafforzamento della private label, che nel pet food raggiunge da sola una quota a valore del 32,1%, mentre i primi tre player (Nppi, Mars e Monge) coprono complessivamente il 48,6% del valore totale. Nel pet care la penetrazione della private label è ancora più marcata, arrivando a coprire il 41,7% del fatturato complessivo. Tra i player dell'industria, la top 3 è guidata da Vitakraft, Tolsa Italia e Mars, che insieme concentrano il 27,4% del mercato a valore.

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