Negli ultimi anni il vertical farming, come dimostra l’esperienza di Agricola Moderna, è passato da promessa tecnologica a tema concreto per l’agroalimentare.
Le insalate coltivate indoor stanno quindi guadagnando spazio sugli scaffali della Gdo. In questa intervista a Pierluigi Giuliani, ceo e co-founder di Agricola Moderna approfondiamo come il vertical farming stia ridefinendo il concetto di insalata pronta al consumo: dai vantaggi produttivi alla differenziazione rispetto alla IV gamma tradizionale, fino alle implicazioni industriali e di filiera e agli obiettivi di crescita dell’azienda.
Il vertical farming è l’elemento centrale del modello produttivo di Agricola Moderna perché ci consente di garantire insalate teen leaf fresche e costanti tutto l’anno, indipendentemente da clima e stagionalità. Coltiviamo in ambiente controllato, senza pesticidi, con standard qualitativi elevati e una filiera più prevedibile; le nostre produzioni sono anche certificate nickel-free. Sul fronte della sostenibilità, riduciamo in modo significativo l’uso di risorse, con un risparmio fino al 95% di acqua e fino al 98% di suolo rispetto al pieno campo. Inoltre, possiamo ottimizzare i cicli di crescita ricreando ogni giorno le condizioni ideali di aria, acqua e luce, con cicli di circa 20 giorni che si ripetono senza interruzioni, assicurando continuità produttiva e conferimenti regolari. Guardando al futuro, lavoriamo su ulteriore efficientamento energetico e integrazione sempre più solida con modelli industriali sostenibili, per rendere questo approccio ancora più competitivo e resiliente nel lungo periodo.
La nostra è una gamma di prodotti pronti al consumo, senza lavaggio, che si differenzia in modo netto dalla IV gamma tradizionale per qualità costante e croccantezza. Si tratta di quattro referenze teen Leaf, anche per questo i prodotti sono tutti naturalmente più asciutti, offrono un’esperienza di consumo più gustosa, pulita e piacevole. Il cuore della proposta è proprio questo vantaggio di gusto e texture crunch in ogni morso unito a una maggiore affidabilità e sostenibilità di filiera, insieme a una shelf life estesa fino a 13 giorni, con benefici concreti sia per il consumatore sia per la gestione delle rotazioni e la riduzione degli sprechi a scaffale.
La coltivazione indoor in idroponica, in ambiente controllato, ci permette di evitare i passaggi tipici della IV gamma che richiedono un doppio lavaggio in stabilimento. Il risultato è un prodotto pronto al consumo, senza pesticidi, certificato nickel free e con un uso più efficiente dell’acqua e senza consumo di suolo agricolo. Il pack rende immediatamente riconoscibile la linea grazie a grafiche distintive e una palette colori differenziante, mentre sul fronte sono evidenziati i plus della tecnologia e una data di scadenza più lunga rispetto alla IV gamma tradizionale.
Tra dieci anni il vertical farming in Italia non sostituirà l’agricoltura tradizionale, ma diventerà un’infrastruttura complementare e strategica per alcune categorie ad alta rotazione e ad alto valore, soprattutto insalate, baby leaf, erbe aromatiche e micro-ortaggi. Lo vedo come un tassello industriale del sistema agroalimentare, capace di dare continuità, standard qualitativi e resilienza in un contesto di clima più instabile e filiere sempre più tese. Il suo ruolo principale sarà ridurre la dipendenza da shock esterni e stagionalità, avvicinare la produzione ai centri di consumo e alle piattaforme logistiche, e stabilizzare l’offerta con un uso più controllato di risorse utili per il Pianeta, come acqua e suolo. Non sarà la risposta unica alla sostenibilità, ma una risposta concreta per produzioni specifiche dove la prevedibilità e la sicurezza alimentare contano quanto il costo. Immagino tre funzioni chiave.
Continuità produttiva per il fresco ready-to-eat con qualità costante tutto l’anno. Riduzione del rischio di filiera per la Gdo e per la ristorazione, con forniture più stabili e programmabili. Polo di innovazione genetica e agronomica per varietà adatte a cicli rapidi, alta uniformità e migliori caratteristiche sensoriali. Se saprà crescere con energia più competitiva, automazione e modelli industriali solidi, il vertical farming diventerà una componente normale del mix produttivo italiano mentre il campo resterà insostituibile per vastità di specie, territorio e identità agricola del Paese.
Possiamo dire che gli investimenti principali per Agnadello sono conclusi e siamo molto soddisfatti del lavoro fatto e del livello raggiunto dall’impianto. Detto questo, l’innovazione non si ferma con la chiusura del capex: continuiamo a lavorare su efficienza energetica, resa agronomica e tenuta del prodotto, con un approccio di miglioramento continuo che ci permette di consolidare ulteriormente qualità, affidabilità e competitività nel tempo. Agnadello è stato progettato come un sito integrato, dalla semina al confezionamento, per mettere a terra un modello industriale stabile e scalabile. Quando sarà a pieno regime, lo stabilimento si estenderà su circa 11,5mila mq, con una superficie di coltivazione complessiva su più livelli di circa 20mila mq. Le innovazioni che prevediamo riguardano soprattutto l’ottimizzazione continua di tre aree chiave.
Efficienza energetica degli impianti e dei parametri di gestione, con interventi progressivi su consumi e performance. Resa agronomica, attraverso affinamento delle ricette di coltivazione e del mix varietale per massimizzare qualità e regolarità del ciclo. Tenuta del prodotto, lavorando su croccantezza, livello di asciutto e shelf life, per rafforzare ulteriormente la differenza rispetto alla IV gamma tradizionale. L’infrastruttura è completa e solida, ma il nostro lavoro prosegue per far evolvere l’impianto nel tempo con miglioramenti concreti e misurabili su energia, qualità e stabilità di filiera.
Oggi il nostro business è concentrato sulla produzione e commercializzazione di insalate Teen Leaf da vertical farming, con un focus prevalente sulla Gdo. Fino al 2024 e per una parte del 2025, i ricavi sono arrivati principalmente dall’impianto pilota di Melzo, che ci ha permesso di validare il modello produttivo, costruire le prime partnership commerciali e consolidare il posizionamento di prodotto. Lo stabilimento di Agnadello è entrato in funzione in modo graduale a partire da agosto 2025, con un avvio “soft” coerente con una rampa industriale e commerciale progressiva. Per questo motivo, il 2025 rappresenta un anno di transizione, in cui convivono la continuità del pilota e l’inizio del contributo del nuovo impianto. L’impatto pieno di Agnadello è atteso soprattutto nel 2026, grazie all’ampliamento della distribuzione e alla crescita delle rotazioni sulle referenze attuali.
Negli ultimi mesi stiamo vivendo una fase di forte espansione della nostra rete di vendita su tutto il territorio nazionale. Con Carrefour abbiamo ampliato la distribuzione delle nostre referenze in tutti i punti vendita riforniti dal deposito di Massalengo (Lodi). Questo significa che oggi siamo presenti in tutti i Carrefour della Lombardia. Siamo inoltre attivi negli ipermercati di Toscana ed Emilia-Romagna e nell’ipermercato di Udine. Un traguardo particolarmente importante è arrivato ad agosto 2025 con l’ingresso nei punti vendita del gruppo Magazzini Gabrielli. Questo passaggio ci ha permesso di essere presenti in tutte e quattro le aree NielsenIQ, rafforzando in modo significativo la copertura nazionale. Dall’autunno 2025 abbiamo avviato collaborazioni anche con altre insegne, tra cui Rossetto, Unes e gli ipermercati Iper La Grande i. Nel 2026 puntiamo a consolidare ulteriormente questa presenza e ad ampliare le partnership con altre insegne della Gdo. Dal 2026 saremo inoltre presenti su scala ancora più estesa in tutta Italia anche attraverso lo sviluppo di prodotti a marchio del distributore: questo ci aiuterà ad aumentare ulteriormente la capillarità e l'accessibilità.
Stiamo lavorando allo sviluppo di nuove referenze e a possibili ampliamenti di linea. Al momento però è un lavoro di sviluppo e validazione: non prevediamo un ingresso a breve sul mercato. La priorità oggi è consolidare ulteriormente le referenze attuali, rafforzarne le performance di rotazione e valorizzare la differenza rispetto alla IV gamma tradizionale, così da introdurre le novità nei tempi giusti e con un posizionamento davvero solido.
Abbiamo scelto un approccio di comunicazione molto trasparente e coerente tra punto vendita e canali digitali. Il primo strumento è il pack, dove riportiamo in modo chiaro e immediato i principali plus del nostro metodo produttivo: Assenza di pesticidi, riduzione significativa dell’uso di acqua, nessun consumo di suolo agricolo, freschezza e qualità costanti 365 giorni l’anno, certificazione nickel-free. Accanto a questo, lavoriamo sulla comunicazione di filiera e di prodotto per spiegare cosa significa coltivare in ambiente controllato e perché questo si traduce in un’esperienza diversa rispetto alla IV gamma tradizionale. Il nostro obiettivo è rendere semplice e concreto il valore del vertical farming. Non solo come innovazione tecnologica, ma come scelta quotidiana di qualità, affidabilità e sostenibilità.
La tecnologia è un pilastro del nostro modello perché abbiamo una filiera integrata e completamente digitalizzata. Questo rende tracciabilità e sicurezza alimentare aspetti strutturali, non un tema critico da rincorrere: ogni fase è monitorata, registrata e controllata, dalla semina al confezionamento, con standard stabili e verificabili. In un contesto dove il consumatore e la Gdo chiedono sempre più garanzie, questo approccio ci permette di offrire trasparenza e affidabilità in modo naturale.
In primis, il costo dell’energia. Poi, ottimizzazione dei consumi e dell’efficienza degli impianti, miglioramento del capex per rendere i nuovi siti sempre più sostenibili anche dal punto di vista industriale, aumento delle rese agronomiche e della produttività per metro quadrato. Sono esattamente i fronti su cui lavoriamo ogni giorno, con un approccio di miglioramento continuo che unisce tecnologia, agronomia e disciplina industriale.
Per il 2026 la principale direttrice di crescita per Agricola Moderna è l’allargamento della distribuzione in modo significativo su tutto il territorio italiano. Vogliamo rendere le nostre referenze teen leaf sempre più presenti e riconoscibili a scaffale, consolidando le partnership già avviate e ampliando la copertura con nuove insegne. In parallelo lavoreremo per portare a regime il contributo di Agnadello, con l’obiettivo di sostenere volumi più ampi e continuità di fornitura, anche grazie allo di prodotti a marchio del distributore. Il tutto mantenendo come priorità assoluta le performance distintive della linea, che si traducono in benefici concreti e immediatamente apprezzabili dal consumatore finale.
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