Unionfood, la filiera della pasta vale 24,6 miliardi e conta su 143.000 imprese

Unionfood, la filiera della pasta vale 24,6 miliardi e conta su 143.000 imprese

Unionfood, la filiera della pasta vale 24,6 miliardi e conta su 143.000 imprese

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Emanuele Scarci

Il comparto della pasta italiana comprende 143.000 imprese, 78.000 occupati, 24,6 miliardi di euro di fatturato e 14,3 miliardi di euro di valore aggiunto.

Sono i numeri che raccontano il peso complessivo di un comparto che va ben oltre la produzione della pasta, coinvolgendo non solo le attività produttive dirette, ma anche quelle indotte, ossia i settori collegati alla distribuzione, alla logistica, alla ristorazione, al confezionamento e alla produzione di macchinari.
Almeno questi sono i numeri del rapporto "Valore Pasta – Il contributo della filiera dell'industria della pasta per il Made in Italy", realizzato da The European House – Ambrosetti (Teha Group) per i pastai di Unione italiana food e presentato ieri a Milano.

Pilastro pasta

Nel 2025 la sola filiera della pasta, che comprende la coltivazione del frumento duro, l'industria molitoria e la trasformazione della pasta, ha raggiunto un fatturato di 13,5 miliardi, generando 3 miliardi di euro di valore aggiunto.
La produzione nazionale è di 4,2 milioni di tonnellate, di cui circa il 60% destinato ai mercati internazionali.
Il comparto coinvolge 128.000 imprese e sostiene 32.000 occupati, confermandosi uno dei pilastri dell'industria alimentare italiana.

Grandi consumatori

L'Italia resta il primo Paese al mondo per consumo pro capite, con 23 kg all'anno. Inoltre è il primo esportatore mondiale di pasta: 4 miliardi di export e il 48,3% del commercio globale.
"La pasta rappresenta molto più di un alimento – ha detto Margherita Mastromauro, presidente dei pastai di Unione Italiana Food –. È una filiera industriale strategica che crea valore economico, occupazione e competitività per il Paese, contribuendo in maniera significativa alla diffusione del made in Italy nel mondo”.

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