di Luca Salomone

Spar, il maggiore gruppo volontario mondiale della distribuzione associata, chiude per la prima volta il proprio bilancio (consultabile qui) con vendite annue che superano la soglia dei 40 miliardi di euro, attestandosi a 41,2 miliardi di euro al 31 dicembre 2021.

Estonia e Kazakistan, opening soon

La crescita, sul 2020, e del 3,3% a cambi costanti, per una rete che ha raggiunto, sempre a fine anno, 13.623 negozi, operanti in 48 mercati, Italia compresa, e in cinque grandi macroregioni: le due Americhe, l’Europa, l’Asia, l’Africa e l’Australia.

Anche in confronto al 2019, l’ultimo anno prima del Covid, le vendite totali hanno avuto una progressione del 10,7%, sempre al netto delle differenze valutarie, una salita, a sua volta, sostenuta da un Cagr 2017-2021 del 5,1 per cento e dall’apporto, nello stesso periodo, di 840 nuovi punti di vendita.

Piani futuri: gruppo Spar amplierà ancora la presenza in Europa con l'apertura di Spar Lettonia a metà del 2022. La Repubblica baltica sarà il diciottesimo Paese dell'Ue a entrare nella rete del maxi consorzio che, inoltre, porterà la il proprio marchio in Asia centrale, con il lancio di Spar Kazakistan, previsto per la seconda metà del 2022.

Il testa a testa con la pandemia

«Resistenza, questa la parola chiave, poiché l'impatto della pandemia ha continuato comunque a creare distonie nelle nostre operazioni internazionali – afferma Tobias Wasmuht, Ceo di Spar International -. Siamo cresciuti anche in presenza di uno scenario mondiale cangiante ed esigente, grazie ai vantaggi competitivi di una strategia multicanale e multiformato e al ruolo fondamentale svolto dalla vendita al dettaglio indipendente nelle piccole e grandi comunità di tutto il mondo. La capacità di presidio è stata, una volta di più, il nostro grande asso nella manica».

L'arrivo in Sud America, e precisamente in Brasile, continua l’amministratore delegato, rappresenta inoltre un passo fondamentale e «sarà la base per la crescita nel sub continente, con l’intento di unire tantissimi dettaglianti latino americani, i quali potranno condividere i vantaggi della partecipazione alla più grande catena volontaria alimentare del mondo, pur mantenendo la propria indipendenza».

Considerando poi la sola Europa, Spar ha realizzato un fatturato alle casse che ha superato i 33 miliardi di euro, con 12.011 negozi in 27 nazioni, fra le quali, naturalmente la nostra.

Cina, Sud Afica e Zimbabwe: tre casi eccellenti

Fuori dal Vecchio continente si segnala il caso di Spar Cina, la quale ha generato ricavi lordi pari a 1,38 miliardi di euro, gestendo 330 negozi per un totale di 720.000 m² di superficie commerciale, mentre il fatturato al dettaglio di Spar Sud Africa, per l'anno solare 2021, è stato di 5,3 miliardi di euro, con una variazione positiva dell'1,4% su base annua.

E poi c’è la piccola, ma grande, Spar Zimbabwe, che ha continuato a servire con successo le comunità del Paese attraverso 39 negozi con un fatturato al dettaglio di 110 milioni di euro nel 2021, e un’incremento, a cambi sterilizzati, di un ragguardevole 26 per cento.

Il 2021 ha anche visto Spar International migliorare in modo significativo il proprio profilo multicanale, fino a diventare un attore di primo piano nel mondo dell'e-commerce, con il lancio delle operazioni digitali in 35 Paesi e una crescita di canale del 192% rispetto al 2019.

Conclude Wasmuht: «Sfruttando la potenza della nostra rete internazionale e la nostra filosofia di forte collaborazione, siamo pronti a crescere e a prosperare anche negli anni a venire. La nostra filosofia ‘Better together’ rimane forte, oggi come 90 anni fa», cioè come nel 1932, quando Spar è nata.

Leggi anche la nostra intervista a Filippo Fabbri, direttore generale di Despar Italia