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Carne: Amsterdam vieta drasticamente l’adv nei luoghi pubblici

Carne: Amsterdam vieta drasticamente l’adv nei luoghi pubblici

Carne: Amsterdam vieta drasticamente l’adv nei luoghi pubblici

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Luca Salomone

Divieto di fare pubblicità alla carne, nonché ai combustibili fossili, ad Amsterdam, che diventa così la prima capitale europea con una posizione “no meat”.

Il provvedimento, votato da 27 su 45 membri del Consiglio comunale, partirà dal primo maggio 2026. Lo scopo è di rafforzare la sensibilità della popolazione sui temi del benessere animale e delle emissioni generate dalla zootecnia.

Esterna ad alto rischio

A essere colpita frontalmente sarà la pubblicità esterna, nelle strade, sui mezzi di trasporto, nelle relative fermate.

Rimangono invece ammesse le campagne nei locali privati, come i punti vendita della Gdo.

Macroscopico punto di domanda sulle vetrine di hamburgherie e griglierie...

Le multe per i trasgressori sono molto salate e oscillano in un intervallo compreso fra 20.000 e 100.000 euro in caso di recidiva.

Non si tratta di una novità per i Paesi Bassi, anche se ora a essere coinvolta è una comunità di oltre 921.000 abitanti, che diventano quasi 2,3 milioni considerando il bacino metropolitano.

AMSTERDAM VIETA PUBBLICITà CARNE 1

I trasgressori saranno puniti... con multe da 20.000 a 100.000 euro

Amsterdam non è sola

Come riferisce Pro Veg International, organizzazione non governativa fondata in Germania, Regno Unito e Polonia nel 2017 e oggi presente in Cina, Usa e in 8 nazioni europee (ma non in Italia), già nel 2022 Haarlem, capoluogo dell’Olanda settentrionale, è diventata la prima città al mondo a restringere l’adv delle carni.

In seguito, altri 7 nuclei urbani del Paese hanno iniziato a lavorare in questa direzione.

Sempre Pro Veg sostiene che la maggioranza dei consumatori locali è favorevole al passaggio un’alimentazione che privilegi stili vegani o vegetariani.

“Il consumo proteico – scrive l’organizzazione - si attesta intorno al 60% di fonti animali ed è quindi ancora lontano dal bilancio raccomandato dal Consiglio della Sanità olandese, il quale prevede un 40% di proteine animali e un 60% di origine vegetale”.

Il paradosso olandese

Ma la decisione fa discutere e molti sottolineano un paradosso: i Paesi Bassi rimangono, nonostante tutto, forti produttori ed esportatori di carni.

La sola classifica cumulativa reperibile è quella stilata da Atlas Big, sulla base di dati Fao, risalenti al 2021.

Si scopre che la nazione olandese è ventiduesima al mondo, con un dato che supera tre milioni di tonnellate di carne, una cifra non molto dissimile dai 3,5 milioni di tonnellate dell’Italia, ma certamente molto distante dai record europei di Spagna e Germania (quasi a pari merito con 7,6 milioni di tonnellate) e lontanissima dal dato stellare della Cina: 92,6 milioni di tonnellate.

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