Sprint dei prezzi al consumo: a ottobre +5,4%. Carrello della spesa più lento, +2,5%

Sprint dei prezzi al consumo: a ottobre +5,4%. Carrello della spesa più lento, +2,5%

Sprint dei prezzi al consumo: a ottobre +5,4%. Carrello della spesa più lento, +2,5%

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Emanuele Scarci

Sale la febbre dei prezzi. Secondo le stime preliminari di Istat, a ottobre l'indice nazionale dei prezzi al consumo (comprende tutti i prodotti e servizi) indica una variazione del +5,4% su base annua, dal +4,2% del mese precedente, sui livelli iperinflattivi dell'agosto 2023.

Il carrello della spesa (alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona) accelera da +1,5% a +2,5%, ma si mantiene a meno della metà dell'inflazione generale. Sono però al picco i prodotti ad alta frequenza d'acquisto (alimentari e bevande, tabacchi, affitto, beni per la pulizia della casa, carburanti): da +5,2% a +5,8%.
L'accelerazione generale dei prezzi risente principalmente dell'aumento dei prezzi dei beni energetici (da +22,6% a +31,4%), ancora influenzato dal quadro geopolitico internazionale.
Un contributo all'aumento dell'inflazione si deve anche al settore alimentare, soprattutto alla componente dei prodotti non lavorati (da +5,5% a +7,5%), e ad alcune tipologie di servizi, in particolare quelli relativi ai trasporti (da +1,6% a +3,1%).
Variegato il panorama nei principali paesi europei: in Spagna i prezzi al consumo rimangono al +4,9% su base annua e in Francia salgono al +3,4%.

Difesa a termine

Per Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, “il quadro economico resta caratterizzato da una forte incertezza, aggravata dalle tensioni internazionali. L'aumento significativo dei costi energetici e dei carburanti ha assunto una rilevanza che merita la massima attenzione poiché la sua dinamica colpisce famiglie e imprese e rischia di trasferire ulteriori tensioni sui costi lungo tutta la filiera produttiva, dall'agricoltura all'industria di trasformazione, fino alla distribuzione.
A ciò si aggiungono gli effetti del recente blocco dell'autotrasporto nel Sud Italia, che ha generato perdite per decine di milioni di euro per le imprese della distribuzione moderna, costi che il settore ha assorbito senza un impatto immediato sui prezzi al consumo”.

Poi Buttarelli si sofferma sul canale della distribuzione moderna, dove “l'attuale livello di inflazione risulta significativamente inferiore rispetto al dato registrato dal carrello della spesa Istat, ed evidenzia come, nonostante l'aumento dei costi energetici, le imprese del retail moderno continuano a farsi carico di una parte significativa dei maggiori costi per attenuarne il più possibile gli effetti sulle famiglie, difendendone il potere d'acquisto con un'offerta conveniente e accessibile. Uno sforzo, questo, che difficilmente potrà proseguire a lungo”.

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