
Unicoop Etruria chiude il primo esercizio, dopo la fusione di Unicoop Tirreno con Coop Centro Italia, con ricavi consolidati per 1,59 miliardi di euro, una perdita operativa di 53,8 milioni e un utile di 77,8 milioni, conseguiti grazie a proventi straordinari per 182 milioni.
Per il presidente del consiglio di gestione Gianni Tarozzi, "i primi risultati mostrano una crescita delle vendite e un recupero di quote di mercato, confermando che la strada è quella giusta. E l'impegno per mantenere alta la convenienza resta un pilastro del piano industriale. Questo impone una riorganizzazione che possa sostenere il nostro percorso di risanamento e rilancio".
Unicoop Etruria conta su 164 punti vendita diretti fra Toscana, Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche. Gli addetti sono circa 5.800 addetti. Il piano industriale 2025-207 varato dalla cooperativa livornese di Vignale Riotorto prevede il riequilibrio della gestione commerciale, la produzione di un cash flow positivo dal 2026 e il riassetto del perimetro delle reti di vendita.
A tal fine è prevista la cessione di 24 store. Ma nel biennio 2026-2027 sono previste anche 18 ristrutturazioni di negozi, 3 nuove aperture a Terni, Gubbio e Norcia oltre a investimenti per 10 milioni nei sistemi tecnologici.
“È un cammino necessario - ha sottolineato Simonetta Radi, presidente del consiglio di sorveglianza - per assicurare alla cooperativa una prospettiva di sviluppo duraturo, con l'obiettivo di continuare a rappresentare un riferimento”.
Nell'esercizio fiscale, per fare cassa Unicoop Etruria ha ceduto 16 supermercati dell'alta Toscana a Unicoop Firenze per 151 milioni, con una plusvalenza di 110 milioni, ha alienato gli immobili non strumentali per 71,5 milioni, plusvalenza di 15,5 milioni, e ha incassato 20,5 milioni da un'operazione di permuta di azioni Unipol.
Il patrimonio netto è di 484 milioni e il debito netto è di 504 milioni (in calo di 70 milioni). Unicoop Etruria ha in portafoglio il 2,05% del gruppo assicurativo Unipol che assicura ottimi dividendi, ma ha appena sottoscritto, pro quota, un aumento di capitale di circa 2,5 miliardi.
La cooperativa toscana dispone inoltre del 9,97% di Igd (immobiliare commerciale), in carico per 94 milioni e quotata in Borsa.
La società ha emesso un bond, tecnicamente strumenti finanziari partecipativi, da 107 milioni di euro sottoscritto in 2 round (di cui 60,2 milioni lo scorso giugno) dalla società fiorentina Itaca spa, che fa capo a Legacoop, di cui è presidente Lorenzo Boccaccini, consigliere di Unicoop Firenze.
A Legacoop aderiscono oltre 10 mila imprese cooperative e il suo obiettivo è quello di sostenere la cultura delle imprese collettive. La particolarità degli strumenti finanziari partecipativi è di non essere imputabili a capitale, ma entrano nel patrimonio contabile. Nel caso specifico, la remunerazione fissa è dello 0,5% e quella variabile del 2,5%, ma soltanto in presenza di utili.
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