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Grocery europeo: gli investimenti tornano a crescere anche grazie a operazioni di m&a

Grocery europeo: gli investimenti tornano a crescere anche grazie ad operazioni di m&a

Grocery europeo: gli investimenti tornano a crescere anche grazie a operazioni di m&a

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redazione

Gli investimenti nel settore grocery europeo hanno superato i 6 miliardi di euro, registrando un incremento del 16% e segnando il primo incremento dal 2020, trainato da una crescita del 35% dei volumi relativi a portafogli.

Parallelamente, l’attività di m&a nel comparto è cresciuta di circa il 30% rispetto al 2020, evidenziando come i retailer stiano reagendo a una prolungata compressione della redditività, alla forte competizione sui prezzi e alla necessità di rafforzare i propri bilanci.

Revisione delle strategie

Negli ultimi cinque anni, molti operatori hanno assorbito livelli di inflazione superiori a quelli tipici di un ciclo economico con impatti significativi sui margini. Questo scenario, unito all’intensificarsi della concorrenza e all’evoluzione dei format commerciali, ha spinto i retailer a rivedere le proprie strategie: dalla diversificazione del network, allo sviluppo di nuove strategie e alla ricerca di efficienze operative.

Il 2025 del grocery europeo è stato un anno caratterizzato da operazioni m&a e da un forte consolidamento delle reti. Operazioni su larga scala, acquisizioni strategiche e dismissioni cross-border hanno contribuito a ridisegnare un mercato sempre più concentrato. In forte crescita anche le operazioni di sale and leaseback, che hanno rappresentato quasi il 21% del totale degli investimenti nel grocery – il livello più elevato degli ultimi 13 anni – a conferma dell’esigenza degli operatori di generare liquidità e rafforzare il presidio nei mercati core.

Razionalizzazione della rete

I discount continuano a rappresentare la principale forza di trasformazione del settore. Negli ultimi dieci anni, i retailer di questo comparto hanno registrato una crescita media annua dei ricavi (Cagr) del 5,2%, superando nettamente i supermercati tradizionali (+3,2%). La loro espansione nelle aree urbane sta ridefinendo le dinamiche competitive a livello europeo.

“È in atto una razionalizzazione strategica delle reti sulla base dei consumi e dei nuovi trend, con crescita di supermercati di prossimità e discount che testano format ridotti e di quartiere. I consumatori sono più attenti a qualità, salute e sostenibilità, ma anche al prezzo, con una minore loyalty al brand a favore del miglior rapporto qualità/prezzo e tendenze di consumo”, commenta Francesca Cattagni, head of retail agency.

Nuova fase di ripresa

Nonostante la cautela dei consumatori, il mercato del grocery europeo si prepara a una nuova fase di ripresa delle attività, trainata soprattutto da grandi operazioni di portafoglio. Secondo Savills, il consolidamento proseguirà anche nel 2026, con operatori impegnati a razionalizzare le reti, riallocare capitale e consolidare il proprio posizionamento competitivo nel lungo periodo.

Il report evidenzia come i rendimenti siano rimasti stabili nel 2025, con rendimenti medi dei supermercati prime al 5,8%. Sebbene l’attività di investimento sia aumentata, gran parte dei volumi si è concentrata in operazioni multi-asset, limitando i segnali di correzioni più marcate dei prezzi. Con il progressivo ampliamento della liquidità, Savills prevede una compressione dei rendimenti nei prossimi 12 mesi, sostenuta da un rinnovato interesse del capitale internazionale, in particolare da parte di investitori statunitensi attivi su prodotti a reddito e con contratti a lungo termine.

“La resilienza dei flussi di cassa e la solidità dei principali operatori della Gdo confermano anche in Italia il grocery come una delle asset class più difensive e ricercate dagli investitori orientati alla stabilità di lungo periodo – sostiene Marco Montosi, head of investment –. Tuttavia, a differenza di altri mercati europei, il contesto italiano è caratterizzato da una marcata scarsità di prodotto investibile, a fronte di un elevato interesse per i fondamentali immobiliari e per la qualità industriale dei conduttori”.

Meno opportunità, più competizione

La limitata disponibilità di asset prime, spesso detenuti in portafogli core e raramente oggetto di dismissione, restringe il perimetro delle opportunità e accentua la competizione tra capitali istituzionali. In questo scenario, le poche operazioni su portafogli grocery e i processi di razionalizzazione delle reti distributive assumono un ruolo strategico, ampliando selettivamente l’offerta e consentendo agli investitori di accedere a un segmento che continua a distinguersi per ritorni stabili, bassa volatilità dei cash flow e un profilo di rischio contenuto nel panorama retail italiano”.

       
       

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