Sammontana Italia vede i primi risultati dopo un anno di intenso lavoro per integrare Forno D’Asolo e Sammontana. Per il 2025 i dati sono pro-forma ma dal 2026 saranno perfettamente confrontabili grazie ad aziende consolidate per 12 mesi.
Nel 2025 il bilancio pro-forma del mega-polo del croissant al gelato ha registrato ricavi consolidati di 972 milioni (+2%), un Ebitda rettificato di 146 milioni (margine del 17,1%) e un utile operativo di 64 milioni. Il debito netto è di 945 milioni.
Nell’esercizio, i gelati rappresentano il 28% dei ricavi e il 12,6% del margine mentre la pasticceria dolce/salata rispettivamente il 72% e 16,3%.
Il 24% del giro d’affari arriva dall’estero (l’obiettivo è del 30%).
Al momento dell’integrazione, un anno fa, il ceo Alessandro Angelon aveva indicato gli obiettivi strategici: raddoppio del fatturato in 5 anni, sinergie per almeno 27 milioni, acquisizioni mirate e focus sviluppo sugli Stati Uniti.
Nel 2025 i costi dei servizi pro-forma sono diminuiti di 10,4 milioni, pari al 4%, grazie a minori costi non ricorrenti e alle sinergie. Il tasso medio di crescita dei ricavi previsto dal Piano 2026-2030 è di circa il 7%.
Oggi in Sammontana Holding la famiglia Bagnoli detiene il 58% e Investindustrial il 42%, ma la governance è paritetica. La società ha in portafoglio i brand dei prodotti da forno e pasticceria surgelata Tre Marie, Forno d’Asolo, Il Pasticcere e Bindi.
Gli addetti sono circa 2.000 in 6 stabilimenti in Italia e 2 all’estero (Stati Uniti e Francia).
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