Il tonno è una delle specie ittiche più consumate in Italia, con un consumo pro capite di 2,4 kg all’anno (fonte: Ancit, maggio 2024).
In particolare, il segmento del tonno in conserva ha un ruolo fondamentale nell’industria alimentare italiana, posizionando il nostro Paese al secondo posto in Europa subito dopo la Spagna per produzione, e tra i primi a livello mondiale per consumo (fonte: Ancit, maggio 2024).
Successivamente alla crescita registrata nel 2020/2021, negli ultimi anni il mercato del tonno in conserva in Italia sta attraversando momenti difficili, faticando a tornare ai livelli pre-Covid. Il mercato retail del tonno in particolare sta registrando una diminuzione del 3,3% a volume, principalmente nelle categorie del tonno in olio d’oliva e delle insalate di tonno (dati NielsenIQ, ytd febbraio 2025).
Nonostante il periodo complesso e le sfide legate all’inflazione e all’aumento dei costi produttivi, il settore ha dimostrato una grande resilienza, continuando a perseguire gli impegni sostenibili assunti negli ultimi anni da parte dei principali operatori del settore.
Questa tendenza si evince anche dai dati Msc Italia che dall’anno fiscale 2020/2021 all’attuale 2024/2025, conclusosi con 13.000 tonnellate di materia prima certificata, ha segnato un aumento del +256% dei volumi di tonno certificato Msc. Il tonno certificato rappresenta in Italia il 20% dei volumi totali di prodotto ittico Msc e di questi oltre il 91% è utilizzato per il tonno in conserva, in linea con il mercato nazionale (dati interni Msc, anno fiscale 2024/2025).
Oltre 200 le referenze di tonno a scaffale certifcate
Sugli scaffali della grande distribuzione italiana sono presenti oltre 200 referenze a base di tonno certificato Msc in un’ampia gamma di prodotti disponibili: dalla classica conserva di tonno, alle insalate di tonno e ai tramezzini.
Questi prodotti non fanno unicamente capo a Rio Mare, leader di mercato che ha avuto un ruolo indiscusso nel guidare la crescita del mercato di tonno sostenibile, ma anche a brand, come Mareblu e Grupo Consorcio, o prodotti delle private label che a oggi rappresentano il 15% del volume totale (dati interni Msc, anno fiscale 2024/2025).
Analizzando le specie, è interessante notare come quest’anno per la prima volta il tonnetto striato abbia superato il tonno a pinne gialle, arrivando a rappresentare il 56% del volume totale di tonno certificato Msc nel nostro Paese (dati interni Msc, anno fiscale 2024/2025).
Questo aumento di volumi di tonno con il marchio blu e in particolare di tonnetto striato riflette la disponibilità di materia prima certificata Msc a livello mondiale. Negli ultimi cinque anni, grazie ai miglioramenti messi in atto dalle attività di pesca del tonno in termini di sostenibilità e alla certificazione Msc ottenuta da otto nuove attività di pesca operanti nell’Oceano Indiano e Atlantico e Pacifico, si è raggiunto il traguardo del 50% del tonno pescato a livello globale certificato Msc; di questo, in linea con l’offerta di mercato, il 71% è rappresentato dal tonnetto striato.
A oggi, 38 attività di pesca sono in assessment e sei sono entrate a far parte dell’Msc Improvement Program, e potrebbero quindi entrare nel processo di certificazione nel breve-medio periodo, aumentando le possibilità di un incremento dei volumi di materia prima certificata disponibili nel futuro.
La maggior disponibilità di prodotti di tonno con marchio blu Msc sul mercato è stata quindi favorita da una maggiore disponibilità di materia prima certificata, a sua volta supportata da una maggiore domanda da parte della filiera e dei consumatori, per i quali la sostenibilità è diventata uno dei principali driver d’acquisto (ricerca Msc - Globescan 2024).