
Mutti trasforma i terreni che circondano la sede di Montechiarugolo in un’Oasi Affiliata Wwf, un’area rinaturalizzata che ha l’obiettivo di migliorare gli ecosistemi locali, incrementare la biodiversità e contribuire a valorizzare il patrimonio ecologico del territorio nel lungo periodo.
L’iniziativa si inserisce nel Programma Oasi Affiliate Wwf, sviluppato dall’associazione proprio per dare una risposta operativa alla necessità di ampliare la rete di aree naturali tutelate. In questo ambito, il Wwf Italia, forte di 60 anni di esperienza nella gestione di aree naturali, coinvolge direttamente soggetti privati, come le aziende, nella conservazione del territorio, mette in rete queste realtà e offre supporto tecnico-scientifico per orientare la pianificazione e la gestione secondo principi condivisi, accompagnando i soggetti aderenti senza intervenire direttamente nella gestione operativa delle aree. Mutti è la prima grande azienda alimentare a impegnarsi in un progetto di questo tipo.
Il progetto dell’Oasi Affiliata di Montechiarugolo è parte di un lungo percorso di sostenibilità intrapreso da Mutti e rappresenta un ambizioso traguardo nell’ambito della storica partnership con Wwf Italia, che dal 2010 affianca l’azienda nella misurazione e miglioramento continuo delle proprie performance ambientali. Oggi, questo impegno si integra a una strategia Esg più ampia, che comprende e abbraccia l’intera filiera produttiva, dalla coltivazione al packaging, e guida le attività aziendali in ambiti strategici quali biodiversità, clima, economia circolare e gestione delle risorse idriche.
L’Oasi di Montechiarugolo nasce per ampliare e unificare in un solo grande progetto diverse iniziative di ripristino ambientale avviate a partire dal 2019. Tra queste, La “Casa delle rondini”, realizzata per sostenere la nidificazione di specie di uccelli protette, rifugio per insetti, piccoli mammiferi e uccelli, seguito dal ripristino dell’habitat naturale limitrofo con la messa a dimora di più di 500 arbusti autoctoni. Un progetto di rinaturalizzazione che ha visto il recupero tre ettari a nord dello stabilimento, con la piantumazione di più di 2.000 alberi e 5.800 arbusti e la creazione di diverse aree umide.
“Realizzare un’area rinaturalizzata in un contesto industriale è una sfida ambiziosa e innovativa – commenta Laura Marchelli, Sustainability Manager di Mutti –. Con questo progetto vogliamo dimostrare che la tutela della biodiversità può trovare spazio anche accanto alle attività produttive, diventando parte integrante di un modello industriale più resiliente e sostenibile”.
L’Oasi è un progetto a lungo termine in via di sviluppo che sarà coerente ai principi del Programma Oasi Affiliate attraverso il consolidamento degli interventi già avviati, l’ulteriore ampliamento dell’area, l’introduzione di pratiche di agricoltura biologica e la collaborazione con realtà impegnate nella tutela della fauna selvatica. Una volta completata, l’Oasi sarà poi occasionalmente aperta al pubblico, in particolare alla comunità locale, così da garantire momenti di informazione e sensibilizzazione. L’obiettivo di Mutti è, infatti, renderla un punto di riferimento per il territorio, favorendo la diffusione della cultura della biodiversità e dimostrando come l’impresa possa contribuire attivamente alla rigenerazione e alla valorizzazione degli ecosis