
I sindacati puntano su maggiorazioni per il lavoro festivo e revisione del premio di risultato, Esselunga mira alla flessibilità del lavoro. Quindi più salario in cambio di regole meno rigide per l’organizzazione del lavoro.
Arriva all’ultimo tratto il confronto sul rinnovo del contratto integrativo aziendale. Dopo due anni di incontri tecnici, s’infittisce il calendario sindacati-azienda con incontri diretti fissati per il 17, 22 e 28 luglio e per l'8 settembre.
L’obiettivo finale è il rinnovo del contratto integrativo aziendale, scaduto nel 2007 e da allora in regime di ultravigenza. Il negoziato riguarda circa 29 mila addetti di 180 punti vendita in 7 sette regioni.
Porte socchiuse
Secondo le organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, dopo la presentazione della piattaforma, ci sarebbero aperture da parte dell'azienda su questioni come salario variabile, maggiorazioni e welfare, ma restano ancora distanze rilevanti su aspetti centrali dell'organizzazione del lavoro.
Esselunga avrebbe manifestato disponibilità ad affrontare il tema dell'incremento delle maggiorazioni per il lavoro notturno e festivo e dalla revisione del premio di risultato, con l'obiettivo di aggiornarne parametri e criteri di calcolo, confermando al tempo stesso la volontà di mantenere il premio aziendale fisso. Aperture sarebbero emerse anche sul welfare, sui temi del sostegno della genitorialità, dei caregiver, dei lavoratori fragili e al rafforzamento dell'assistenza sanitaria integrativa, oltre alla possibilità di sperimentare una distribuzione dell'orario di lavoro su 5 giorni.
Lavoro polivalente
I sindacati hanno chiesto garanzie sul futuro utilizzo della polivalenza, chiedendo all'azienda di chiarire il modello organizzativo che intende adottare e le eventuali tutele economiche e normative per gli addetti coinvolti.
Secondo fonti sindacali, Esselunga intenderebbe sperimentare la polivalenza del lavoro in alcuni punti vendita: gli addetti potranno, secondo le necessità organizzative, alternarsi tra rifornimento e cassa e viceversa, tra rifornitori di gastronomia, pescheria e panetteria.
Costo del lavoro e turnover
Il retailer milanese conta su 28.900 addetti, di cui 19 mila impiegati, 536 quadri e 81 dirigenti. Nel 2025 il costo del lavoro è stato di 1,27 miliardi, 37 milioni in più del 2024 soprattutto per l’internalizzazione del personale della logistica e i rinnovi contrattuali della distribuzione moderna e della ristorazione (per i bar Atlantic).
L’incidenza del costo del lavoro è del 13,5% dei ricavi netti (13,3%), superiore al 12,5% medio calcolato da Mediobanca per l’intera Gdo. Il costo medio annuale per dipendente di Esselunga è di circa 44 mila euro.
Oggi il costo del welfare aziendale è di 7,6 milioni. Il meccanismo concordato consente ai dipendenti di convertire il premio di risultato annuale in servizi, con vantaggi sotto il profilo economico e fiscale.
L’anno scorso 2.404 dipendenti hanno lasciato l’azienda portando il tasso di turnover, calcolato rispetto al totale dei dipendenti in forza al termine dell’anno fiscale, all’8,5%. Nel 2024 le uscite erano state 2.621 pari all’8,9% del totale.
Cambio al vertice
Nel 2025 Esselunga ha realizzato ricavi consolidati per 9,532 miliardi (+0,9% rispetto al 2024) e un Ebitda di 725,5 milioni (+27,1%).
Probabilmente a causa della insoddisfacente performance aziendale degli ultimi anni, la proprietà ha deciso che da novembre al vertice della società arriverà Claude Sarrailh nei ruoli di amministratore delegato e dg. La stessa ricoperta in Ahold Delhaize per Europa e Indonesia.
Sarrailh sostituirà il direttore generale Gabriele Villa, un ex Caprotti boys.
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