La Scuola Imt Alti Studi Lucca e Lucart hanno firmato un accordo per la gestione congiunta al 50% della proprietà intellettuale relativa a una domanda di brevetto e per la valorizzazione futura dei risultati della ricerca.
L’iniziativa rientra nei programmi promossi dai fondi Pnrr, finalizzati al potenziamento dei dottorati di ricerca innovativi e al sostegno della transizione digitale ed ecologica.
“Per Lucart la sostenibilità non è un obiettivo astratto, ma un processo industriale fatto di innovazione e investimenti. La collaborazione con la Scuola Imt e la gestione congiunta del brevetto dimostrano come ricerca e impresa possano generare soluzioni concrete per una delle sfide più complesse del riciclo: la valorizzazione dei fanghi di cartiera. Il nostro impegno è trasformare ciò che oggi è un rifiuto in una risorsa sicura e utilizzabile, contribuendo a costruire una filiera del riciclo sempre più completa”, ha commentato Francesco Pasquini, amministratore delegato di Lucart.
L’accordo nasce da una collaborazione avviata nel giugno 2022, quando Lucart ha contribuito al cofinanziamento di una borsa di dottorato nell’ambito del dottorato in management of digital transformation della Scuola Imt, coordinato dal professor Marco Paggi, professore di Scienza delle costruzioni, direttore dell’unità di ricerca Musam e del laboratorio sperimentale Musam-Lab, nonché Prorettore Vicario.
La borsa di dottorato era stata assegnata alla dottoranda della Scuola IMT Alice Bertolini, sotto la supervisione del professor Marco Paggi, con l’obiettivo di sviluppare nuove soluzioni tecnologiche per la valorizzazione dei fanghi di cartiera generati da separazione meccanica, principale scarto della produzione di carta da riciclo.
Nel corso del dottorato, Alice Bertolini ha sviluppato nuovi metodi di valorizzazione dei fanghi di cartiera, attraverso un’attività di ricerca sperimentale e modellistica condotta presso il Musam-Lab. Oltre ai risultati scientifici attualmente in corso di pubblicazione, l’attività di ricerca ha portato all’individuazione di un’applicazione ritenuta meritevole di domanda di brevetto italiano, con inventori Alice Bertolini e Marco Paggi per la Scuola Imt e l’ingegner Maurizio Giordano per Lucart.
“I risultati sinora ottenuti sono molto promettenti in termini di innovazione tecnologica per il territorio e per l’ambiente. Continueremo in questa direzione insieme a Lucart per lo sviluppo di una filiera completa del riciclo nel settore cartario”, ha commentato Marco Paggi, prorettore vicario della Scuola Imt.
I fanghi di cartiera sono costituiti prevalentemente da cariche minerali e fibre di cellulosa troppo corte per ulteriori lavorazioni, e rappresentano un flusso di scarto pari a circa 40mila tonnellate all’anno. La loro valorizzazione industriale è particolarmente complessa nell’attuale quadro normativo, dovendone prevedere la gestione come rifiuto.
La ricerca della Scuola Imt ha avuto quindi come obiettivo lo studio di soluzioni tecnologiche innovative in grado di trasformare questi scarti in nuovi prodotti con potenziali prospettive di mercato, nel pieno rispetto della normativa vigente, delle prestazioni fisico-chimiche richieste e della tutela ambientale.
La Scuola Imt e Lucar si sono inoltre impegnate a collaborare nelle fasi successive di valorizzazione industriale per lo sviluppo di una filiera completa del riciclo nel settore cartario, in un’ottica di economia circolare, dalla raccolta differenziata fino al riutilizzo dei fanghi di cartiera per nuove applicazioni di mercato sicure e sostenibili dal punto di vista ambientale.