In occasione della Giornata nazionale del made in Italy 2026, il Gruppo Amadori ha partecipato all’iniziativa promossa dal Ministero delle imprese e del made in Italy promuovendo l’incontro “Dalla consapevolezza al saper fare: le competenze delle filiere Amadori”.
Al centro dell’appuntamento il tema strategico della formazione professionale e dello sviluppo delle competenze per l’industria agroalimentare, considerate non solo un patrimonio da salvaguardare, ma leve decisive per la competitività delle imprese e l’evoluzione del Made in Italy anche a livello internazionale.
Un momento di confronto tra istituzioni, esperti e rappresentanti del settore che ha acceso i riflettori anche sul ruolo dell’educazione alimentare nelle nuove generazioni, tema chiave per il benessere e la salute pubblica, ancora più rilevante ora che la cucina italiana (oltre che la dieta mediterranea) è Patrimonio Unesco.
In questo contesto, il Gruppo Amadori ha condiviso il proprio impegno nell’innovazione tecnologica delle filiere agroalimentari e nella valorizzazione dei talenti, attraverso le collaborazioni con atenei e istituti, e nella promozione di percorsi educativi rivolti ai più giovani col progetto “Piatto Pro”, confermando la centralità delle risorse umane nelle strategie di sviluppo del Gruppo.
“Siamo la patria delle eccellenze alimentari e il nostro è un settore in crescita: eppure fra le nuove generazioni la percezione è di staticità. Abbiamo la responsabilità di una contronarrazione che si concentri sul contributo che aziende come la nostra stanno dando in quanto a innovazione – ha dichiarato Gianluca Giovannetti, direttore generale corporate del Gruppo Amadori –. Insieme all’Università di Bologna, ad esempio, abbiamo promosso da alcuni anni un corso magistrale in Digital Transformation, che sta attraendo talenti anche dall’estero. Siamo tra i fondatori del network Fooder, insieme a Emilia-Romagna, università della Regione e aziende leader della Food Valley, per promuovere l’innovazione nel settore agroalimentare; inoltre, abbiamo partnership col Politecnico di Milano, per tirocini durante il percorso magistrale.
“Ma pensiamo anche a un’istruzione più pragmatica, con gli istituti tecnici che formano gestori e manutentori di impianti produttivi sempre più automatizzati. Ci impegniamo poi nella crescita di competenze interne, con la Corporate University che ogni anno coinvolge in meda 1.500 collaboratori. È necessario rafforzare una collaborazione fra pubblico e privato ‘inter-istituzionale’ coinvolgendo più sensibilità, per sostenere i settori più strategici, fra i quali rientra certamente l’agroalimentare”, aggiunge Giovannetti.
Il secondo panel, “Competenze e salute: il contributo di Amadori nelle scuole”, ha posto l’attenzione sul valore dell’educazione alimentare come strumento di prevenzione e consapevolezza, raccontando il progetto Piatto Pro, realizzato dal Gruppo insieme a d&f, partner specializzato in progetti di comunicazione verso il mondo della scuola. L’iniziativa coinvolge da due anni oltre 2mila classi delle scuole primarie italiane e insegna il valore del cibo e l'importanza di una nutrizione consapevole, grazie a materiale didattico-scientifico digitale e un format interattivo che coinvolge scolaresche e docenti.
“Nella visione strategica del nostro Gruppo rientra anche la funzione sociale di educare le nuove generazioni a stili di vita corretti, da perseguire attraverso l’attività fisica e una nutrizione equilibrata. Perché ancora oggi l’Italia ha il 37% di bambini sovrappeso ed è il quarto paese in Europa per sedentarietà – ha commentato Matteo Conti, chief marketing officer del Gruppo Amadori –. L’obiettivo di Piatto Pro è proporre un approccio all’alimentazione immediato e memorabile: per questo, insieme a d&f, abbiamo puntato su contenuti scientificamente rilevanti con un linguaggio semplice e modalità interattive, ideale per nativi digitali. Il progetto ha ricevuto feedback eccellenti, per questo continueremo anche il prossimo anno. Il Piatto Pro è un percorso didattico che costruisce consapevolezza ai giovani, da trasferire anche in famiglia”.