Brt rafforza il proprio impegno nella responsabilità sociale d’impresa attraverso una partnership con Medici Senza Frontiere (Msf) a sostegno del progetto di cliniche mobili nella regione di Afar, in Etiopia.
L’iniziativa si inserisce in una visione che interpreta la logistica non solo come leva economica, ma come infrastruttura essenziale per garantire accesso, continuità e resilienza anche in contesti ad alta complessità umanitaria.
Il contributo di Brt è finalizzato al rafforzamento della logistica sanitaria delle cliniche mobili di Msf, unità progettate per operare in aree caratterizzate da marginalità geografica, fragilità infrastrutturale e accesso estremamente limitato ai servizi di base. Attraverso l’impiego di mezzi e soluzioni operative flessibili, le cliniche mobili consentono di raggiungere comunità altrimenti escluse dall’assistenza sanitaria primaria, in particolare nei programmi di prevenzione, assistenza materno-infantile e cura delle patologie più diffuse.
La regione di Afar rappresenta uno dei contesti più complessi del Corno d’Africa, segnato dall’interazione tra crisi climatiche, insicurezza alimentare e instabilità socio‑economica. In queste condizioni, la capacità di portare servizi sanitari direttamente sul territorio diventa un fattore determinante per la continuità delle cure e la tutela della salute pubblica.
La partnership tra Brt e Msf nasce dalla consapevolezza che l’efficacia di un intervento umanitario dipende anche dalla solidità delle infrastrutture logistiche che lo rendono possibile. In questo quadro, il supporto di Brt contribuisce a garantire operatività, tempestività e continuità agli interventi sanitari nelle aree più difficili da raggiungere.
“Operare ogni giorno al centro dei flussi logistici ci insegna che la distanza non è solo una variabile geografica, ma una condizione che può determinare inclusione o esclusione», dichiara Eleonora Sales, external & internal communication manager di Brt –. Il sostegno alle cliniche mobili di Medici Senza Frontiere riflette una visione comune della logistica come infrastruttura essenziale, capace di collegare risorse e bisogni e di rendere concreto l’accesso alle cure in contesti dove questo diritto non può essere dato per scontato”.