
Secondo i dati diffusi da Savillis, nel primo semestre 2026 sono stati investiti nel commercial real estate italiano circa 7 miliardi di euro: un valore superiore alla media degli ultimi 10 anni e in forte crescita rispetto allo stesso periodo del 2025.
La prima parte del 2026, come era stato anche nel 2025, si è chiusa con un numero record di transazioni in un mercato che continua a essere caratterizzato dalla prevalenza di deal con un valore inferiore ai 50 milioni di euro (72% del volume totale); le 10 transazioni più importanti per valore del periodo rappresentano circa il 41% dei volumi.
Rimane forte l’interesse per l’attività di sviluppo e rigenerazione, che riguarda oltre il 20% dei volumi del periodo e tre deal chiusi su 10. Milano si conferma la piazza principale con circa il 42% dei volumi totali, ma grazie a uffici e hospitality, Roma consolida la sua quota di mercato (10%).
La moneta internazionale continua a essere prevalente, rappresentando circa il 73% dei volumi totali.
“Il primo semestre 2026 segna un record per il mercato italiano: poco più di 7 miliardi di euro investiti, +33% rispetto allo scorso anno, con il capitale internazionale al 73%. A guidare è il retail, con 1,9 miliardi e il miglior primo semestre di sempre, ma la solidità del mercato è trasversale. Anche gli uffici tornano in territorio positivo, seppur con investitori sempre più selettivi, mentre il living avanza del 30%, sostenuto dall'attività di sviluppo e dal crescente interesse del capitale istituzionale”, afferma Marco Montosi, head of investment.
Le prospettive per i prossimi mesi rimangono improntate all’ottimismo: dopo un 2025 di espansione, i volumi di investimento sono attesi in ulteriore crescita. Permane l’incertezza nel quadro macroeconomico e geopolitico internazionale, ma i fondamentali positivi del mercato pongono l’Italia tra le destinazioni preferite dagli investitori. La pipeline di investimento per i prossimi mesi è consistente. In alcuni settori, come nel retail e nell’hospitality, gli investitori core saranno più attivi, ma i value-add continueranno a essere i veri protagonisti del mercato. Per quanto riguarda la politica monetaria, i mercati non si attendono ulteriori rialzi dei tassi nella seconda parte dell’anno.
“In un contesto globale ancora caratterizzato da incertezza, l’economia italiana ha continuato a mostrare segnali di crescita nella prima parte del 2026, sostenuta dagli investimenti e dal settore delle costruzioni. Nonostante la risalita dell’inflazione, i consumi delle famiglie hanno beneficiato del rafforzamento del potere d’acquisto e della tenuta del mercato del lavoro. Per la seconda metà dell’anno prevediamo un consolidamento dell’attività di investimento nel mercato immobiliare italiano, che continua ad attrarre capitali grazie a opportunità selettive nei diversi settori e nelle aree a maggiore potenziale”, dichiara Elena Zanlorenzi, head of research & marketing di Savills per l’Italia.
Il retail si conferma alla guida del mercato, seguito da hospitality e logistica. Nel mercato retail primeggia il segmento degli outlet, grazie a tre deal che hanno riguardato 4 asset, seguito dai centri commerciali, che hanno visto passare di mano 7 asset, e dai retail park; il segmento high street raccoglie il 49% dei volumi grazie alla transazione di via Monte Napoleone 8 e al crescente interesse per Roma ma anche per Bologna, Torino e Napoli.
Nel settore dell’hospitality si allargano gli orizzonti: variegate le geografie e le tipologie di asset nel mirino degli investitori, con un consolidamento della domanda per asset prime nelle destinazioni più importanti come Milano, Roma e il lago di Como. Cresce l’interesse per i resort anche nelle location di montagna. Dopo un 2025 con volumi di investimento in forte rialzo, nel primo semestre 2026 il settore I&L fa registrare una crescita di oltre il 50% attestandosi al terzo posto tra i settori; il periodo è caratterizzato da un take-up record (1,6 mln mq; +62% YoY) e canoni in aumento, sostenuti da una forte domanda. Le aspettative per questo settore rimangono positive grazie ad un mercato leasing dinamico e ai numerosi deal in pipeline.
Il settore degli uffici continua a essere caratterizzato da una crescente selettività sia lato leasing che investiment e questo influisce sia sui volumi di investimento che sugli spazi assorbiti. Crescono le transazioni owner-occupier e di private investors e Milano si conferma come la piazza principale raccogliendo il 54% dei volumi registrati; in aumento il market share del mercato romano (29%).
A fronte di canoni prime in continua crescita, la vacancy di grado A è stabilmente sotto il 2% nei due Cbd, mentre continua a diminuire la size media degli spazi affittati. Il comparto del living raccoglie poco meno di 900 milioni di euro nel semestre, grazie soprattutto a sviluppi Bts e Pbsa che riguardano principalmente la città di Milano, nel primo caso, e le altre maggiori città universitarie come Roma, Padova e Firenze nel secondo.