Loading...
Aggiornato al: 18 Luglio 2019 17:30
Primo Piano
Centri commerciali, quanto vale l'impatto socioeconomico?

Il settore dei poli commerciali attiva, lungo il sistema economico nazionale, un valore di 139,1 miliardi di euro, con un impatto occupazionale che supera 780.000 addetti. Questi i principali risultati dell’analisi “Industry dei Poli Commerciali in Italia. Tra filiera e ruolo sociale”, curata da Nomisma per conto del Consiglio nazionale dei centri commerciali e presentata presso la Sala Conferenze di Palazzo Montecitorio.

Nel 2018 alle 1.254 strutture presenti in Italia - 1.020 centri commerciali, 181 parchi commerciali, 30 outlet, 23 leisure center - sono riconducibili 71,6 miliardi di fatturato diretto (Iva esclus), pari al 4% del Pil, 587.000 posti di lavoro e un contribuito al gettito fiscale di 27,8 miliardi di euro. A questo si somma un indotto, in termini di acquisto di beni e servizi, di ulteriori 54,1 miliardi e 159.000 posti di lavoro.

L’indagine è stata integrata con una fase di ascolto della popolazione –oltre 1.000 rispondenti su tutto il territorio nazionale – finalizzata a indagare il posizionamento degli shopping center nelle abitudini degli italiani.

I centri commerciali – senza perdere la propria funzione principale, ossia gli acquisti (effettuati dall’86% di chi li frequenta almeno 2 volte al mese) – si configurano sempre più come piazze di aggregazione e socializzazione. Per l’83% degli utenti abituali sono un luogo in cui trascorrere il tempo libero. Il 38% usufruisce anche delle proposte enogastronomiche: ristoranti, pizzerie, fast-food, tavole calde...

Due ‘regular user’ su 10 si recano al centro commerciale spinti da motivazioni di socializzazione: incontrare amici o partecipare a eventi. Importante anche il posizionamento di attrattori turistici: non solo il 69% degli italiani ha frequentato uno shopping center, o un outlet, durante le vacanze, ma per il 42% la visita lontano dal luogo di residenza è addirittura la motivazione principale per organizzare un breve viaggio, o una gita in giornata.

Spiega Massimo Moretti, presidente di Cncc: “Abbiamo commissionato questa ricerca a Nomisma affinché emergesse concretamente, anche nei numeri, l’importanza strategica dell’industria dei centri commerciali, retail park e outlet. Credo che i risultati emersi parlino da soli, in termini di occupazione generata su tutto il territorio nazionale: 2,3% dell’intera forza lavoro nazionale. L’incidenza del nostro settore è pari al 4% in termini di contributo complessivo al prodotto interno lordo italiano e sostiene, come detto, imposte annue di circa 27,8 miliardi di euro. Ma se l’importanza economica del comparto, diffuso su tutto il territorio nazionale, anche nelle zone più disagiate, è tanto evidente, colpisce anche l’impatto sociale nelle vite dei nostri concittadini. Mediamente ogni giorno fra i 4 e 6 milioni di italiani visitano un centro commerciale e, cosa importante, lo fanno in compagnia, con la propria famiglia, o con gli amici, nel 79% dei casi: dunque possiamo dire di avere creato le nuove piazze, dove le persone amano incontrarsi e stare insieme. Questa funzione è svolta soprattutto in quei contesti dove un posto bello, pulito e sicuro risulta indispensabile. E sempre più gli shopping center si trasformeranno in luoghi dove fare esperienze e dove passare serenamente il proprio tempo. Mi auguro quindi maggiore attenzione e tutela per un settore che crea ricchezza per l'Italia in termini quali-quantitativi, come avvalorato dai dati di Nomisma, affinché l’industria dei centri commerciali possa continuare a espletare il proprio ruolo di creazione e sviluppo di veri e propri social hub fisici sul territorio, a beneficio dell’intero Paese”.

“La ricerca è stata l’occasione per fare il punto sull’industria dei poli commerciali dando la giusta attenzione a un settore che merita dignità non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale. Lo studio si è proposto, in prima battuta, di dimensionare correttamente il settore, sfatando il mito di una sovra-dotazione che nei fatti non esiste – osserva Luca Dondi, amministratore delegato di Nomisma -. La dotazione in termini di strutture e superfici è invece analoga a quella di altri Paesi europei, come Francia e Spagna. Quello che poi emerge dalle interviste è un unanime riconoscimento della capacità dei centri commerciali di rispondere alle esigenze dei cittadini, non solo tramite l'offerta commerciale, ma anche attraverso la proposta di eventi e di servizi accessori - dentista, parrucchiere, accertamenti diagnostici ecc. - proposti tutta la settimana in orari flessibili, orari che sono un altro punto di forza per il 70% dei visitatori”.

15 Giugno 2019
Articoli Correlati