
Grandi novità per Giochi Preziosi: nel gruppo, fondato dall’imprenditore Enrico Preziosi, dovrebbero entrare importanti azionisti.
Ieri, presso la sede del Mimit, è stata resa nota la firma di un accordo tra l’azienda e l’investitore internazionale Super Hisen, accordo finalizzato al possibile ingresso nell’azionariato, previa approvazione del Tribunale.
La cinese Super Hisen Corporation è soprattutto un gigante nella fornitura di giocattoli e, secondo indiscrezioni, potrebbe versare nelle casse della società italiana qualcosa come 80 milioni di euro.
Ma torniamo alle notizie ufficiali. Ieri, 13 luglio, a Palazzo Piacentini, l’azienda di Cogliate (MB) ha anche precisato che è in corso un’ulteriore ricerca di potenziali investitori per poter avere le risorse finanziarie necessarie al piano industriale di rilancio 2027/2031.
Insomma, il percorso di risanamento continua, mentre l’azienda si trova attualmente in procedura di concordato preventivo presso il Tribunale di Milano.
La vertenza interessa due distinti ambiti aziendali: il settore ingrosso, che impiega tra gli 800 e i 900 addetti e che trova stabilizzazione grazie a questo accordo, e il settore retail, che coinvolge tra i 100 e i 150 lavoratori, attualmente in cassa integrazione, “rispetto ai quali – precisa il Ministero - sarà necessario un confronto strutturato ai fini della più ampia tutela possibile”.
“Il Mimit – si legge - prendendo atto dell’accordo sottoscritto, attende la presentazione del piano di ristrutturazione, previsto per il 6 agosto presso il Tribunale di Milano, dopo la proroga di 60 giorni concessa dalla magistratura per completare il programma di rilancio, e indice con anticipo il tavolo di confronto, ora fissato in autunno, al termine della decisione del Tribunale stesso. Nel prossimo incontro saranno coinvolti anche i rappresentanti delle Regioni, dove sono presenti i punti vendita Giochi Preziosi, per avviare politiche attive a tutela dei dipendenti interessati”.
Da ricordare che, il 26 giugno, i sindacati del commercio hanno proclamo uno sciopero, concernente i 320 lavoratori impiegati nei 30 punti vendita in fase di dismissione e/o riorganizzazione.
“L'ultimo aggiornamento trasmesso dall'azienda – scrive Fisacat Cisl - conferma, inoltre, un cronoprogramma in continua evoluzione, con rinvii di alcune cancellazioni di negozi, anticipazioni di altre e trattative ancora aperte per possibili cessioni di rami d'azienda”.
Ora questo clima di incertezza e tensione troverà concreti motivi di ottimismo e chiarimento.
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