
Gruppo Ferrarini o, meglio, Ferrarini Lab investe quasi 100 milioni di euro per rafforzare la filiera agroalimentare dell’Emilia-Romagna.
Lo comunica la Regione, che ha appena dato via libera definitivo a un progetto che vuole rilanciare uno dei marchi storici del Made in Italy e realizzare un nuovo polo produttivo sostenibile a Masone, frazione di Reggio Emilia.
Ferrarini Lab Srl, nata nell’ambito di Gruppo Pini (che dal 2023 possiede l’80% della storica industria di salumi) è nata, appunto, nell'ambito del progetto di acquisizione e rilancio del brand Ferrarini.
“Il progetto – afferma l’ente locale - risulta coerente con gli obiettivi della programmazione regionale e con le finalità del Complemento regionale per lo Sviluppo rurale ed è stato candidato al Contratto di sviluppo del ministero delle Imprese e del Made in Italy per l'accesso alle agevolazioni previste. La Regione Emilia-Romagna, chiamata a esprimere il proprio parere sulla coerenza dell'iniziativa con la programmazione regionale, ha espresso valutazione favorevole, trasmettendola ufficialmente a Invitalia, soggetto gestore della procedura”.
L'investimento complessivo, dicevamo, ammonta a 99,9 milioni di euro e prevede la realizzazione di un nuovo stabilimento dedicato alla trasformazione delle carni e alla produzione di prosciutti cotti, arrosti, pancette, affettati e nuove linee di prodotto.
Il nuovo sito consentirà di concentrare e ammodernare le attività oggi svolte nello storico impianto di Rivaltella (Reggio Emilia), attraverso una fabbrica tecnologicamente avanzata e fortemente integrata con la filiera agroalimentare regionale.
Il programma ha importanti ricadute occupazionali, garantendo la salvaguardia dei circa 145 lavoratrici e lavoratori attualmente impiegati a Rivaltella e, anzi, portando l'organico complessivo a circa 159 addetti a regime. Un risultato che consentirà di preservare competenze specialistiche e consolidare l’occupazione sul territorio regionale.
Per la Regione, l’iniziativa rientra negli obiettivi di internazionalizzazione delle filiere agroalimentari e competitività delle produzioni regionali, oltre che nelle strategie di rigenerazione delle aree produttive, transizione energetica e innovazione.
Il nuovo stabilimento sorgerà attraverso la riqualificazione di un'area industriale dismessa da oltre dieci anni, con interventi di demolizione e ricostruzione improntati ai più elevati standard ambientali ed energetici.
Il progetto prevede un impianto di trigenerazione che ottimizza i processi di conversione energetica, raggiungendo livelli di efficienza impensabili nei sistemi convenzionali e produce energia elettrica, termica e frigorifera.
Sarà poi realizzato un impianto fotovoltaico con una produzione stimata di circa 1.500 MWh annui, destinati prevalentemente all'autoconsumo, sistemi di recupero del calore, impianti frigoriferi ad alta efficienza e tecnologie avanzate per il monitoraggio e l'ottimizzazione dei consumi energetici.
Il piano industriale consentirà di incrementare la capacità produttiva fino 18.000 tonnellate annue e di sostenere la crescita del fatturato attraverso l'ampliamento della gamma dei prodotti e mediante il rafforzamento delle esportazioni e lo sviluppo di nuovi mercati, in particolare nell'Unione europea e nel Nord America.
Secondo Report aziende Gruppo Ferrarini ha chiuso il 2025 con un fatturato 2025: di 197 milioni di euro, rispetto ai 182,3 milioni di euro dell’anno precedente. L’Ebitda 2025 ha totalizzato 13,4 milioni di euro e la società è tornata in utile, dopo il segno negativo registrato nel bilancio 2024.
GRUPPO FERRARINI: LE TRE CIFRE CHIAVE
