Bolton, tramite la sua business unit food, ha presentato ieri, 14 gennaio, il nuovissimo “Bolton food research & innovation center” di Singapore.
La struttura, concepita per generare un cambiamento positivo nello sviluppo sostenibile dell’ittico, è stata realizzata con il supporto della società governativa Enterprise Singapore (Esg).
Bolton food è parte dell’omonimo gruppo italiano: controllata e fondata dalla famiglia Nissim, la multinazionale milanese genera più di 3,5 miliardi di euro, grazie a ben 60 marchi e oltre.
Bolton food è specializzata soprattutto nella gestione della filiera del tonno. Qui opera attraverso l’americana Tri Marine, la maggiore fornitrice globale, acquisita a luglio del 2019.
Il colosso italiano sviluppa brand come Rio Mare, Saupiquet, Isabel, Cuca e Wild Planet, dedicando al settore alimentare 9mila persone, 9 stabilimenti produttivi e 11 navi da pesca.
Costituito come ente non profit e permanente, Bolton Food Research & Innovation Center è dedicato a promuovere un’innovazione fondata sulla scienza, a beneficio dell’intera industria ittica.
Il laboratorio collaborerà attivamente con università e istituti di ricerca di Singapore, con l’ambizione di generare un impatto duraturo su sfide mondiali, come la malnutrizione e la sicurezza dei cibi, l’ottimizzazione delle risorse e la conservazione degli ecosistemi marini.

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Inizialmente, le attività si concentreranno su tre aree fondamentali: valorizzazione dell’ittico e massimizzazione dell’utilizzo delle risorse attraverso attività di ricerca avanzata, dirette a migliorare l’efficienza delle rese e a trasformare sottoprodotti e scarti della lavorazione in derivati ad alto valore aggiunto; relazione tra il consumo di pesce e la salute umana; riduzione della plastica, con lo sviluppo di soluzioni volte a ridurre l’impiego dei polimeri e a contribuire alla lotta contro l’inquinamento marino.
Perché a Singapore? Il centro, spiega Luca Alemanno, Ceo di Bolton Food, è localizzato nella città-stato orientale grazie alla sua grande disponibilità di infrastrutture avanzate per la ricerca e sviluppo, al forte supporto istituzionale e all’accesso a un bacino di professionisti altamente qualificati.
«Il centro – continua Alemanno - è un luogo in cui scienza, conoscenza e visione convergono, sostenute da solide partnership scientifiche e istituzionali, per sviluppare soluzioni concrete e promuovere un cambiamento significativo nel settore.
«Potenziando la nostra capacità di comprendere, ottimizzare e fare progredire continuamente le modalità di produzione e consumo dell’ittico, puntiamo a migliorare ulteriormente l’intera catena del valore, tutelando la salute delle persone, gli ecosistemi marini e contribuendo a sistemi alimentari più forti».
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