di Luca Salomone

Gruppo Amadori ha deciso di chiudere lo stabilimento produttivo Avi.Coop di Monteriggioni, in provincia di Siena, dove lavorano 200 persone, dandone comunicazione alla Regione Toscana.

Lo hanno reso noto, in uno scritto congiunto, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Siena: “E’ una scelta gravissima, considerata anche la disponibilità delle istituzioni – Regione Toscana, Provincia di Siena e Comune di Monteriggioni – di supportare un percorso di riconversione del sito produttivo e la disponibilità delle maestranze a rivedere la propria attività lavorativa. All’azienda era stato chiesto solo di mantenere i livelli occupazionali attuali e quelli salariali a piena produzione per il tempo necessario a individuare un percorso di riqualificazione, del quale si sarebbero fatte carico le Istituzioni regionali e locali”, osservano le sigle sindacali, che hanno proclamato, per il 20 giugno, uno sciopero e un presidio davanti alla sede Amadori di Cesena.

“Questa decisione – si legge ancora - metterà sul lastrico quasi 200 famiglie, visto che il personale, essendo per l’80% avventizio, non avrà neppure accesso a forme di sostegno al reddito, se non la disoccupazione agricola, che comunque non potrà essere riscossa prima del 2025”.

In vista della mobilitazione, riporta il quotidiano La Nazione, Regione Toscana, Provincia di Siena e il primo cittadino di Monteriggioni, Andrea Frosini, si sono mossi, promettendo di affiancare i lavoratori nella manifestazione e chiedendo di sospendere il taglio.

A quanto pare, alla base di tutto ci sarebbero costi produttivi in aumento.

Secondo i dati camerali Avi.Coop (società cooperativa agricola) presentava, nel 2022, un giro d’affari di circa 846 mila euro e un utile di 107.508 euro.

Gruppo Amadori, dal canto suo, ha chiuso l’esercizio al 31 dicembre 2022 con un fatturato di 1.735,7 milioni di euro, in crescita del 27,5% sul 2021. L’Ebitda ha raggiunto 152 milioni (+77%), mentre il risultato netto ha totalizzato 67,6 milioni, contro 18,7 milioni del precedente anno.