Mediamarket chiuderà i punti vendita MediaWorld di Pesaro e Forlì entro il 30 aprile. La notizia è stata comunicata ai sindacati Filcams, Fisascat e Uiltucs nel corso di un incontro svoltosi la scorsa settimana.
Subito dopo l'azienda, big dell'elettronica di consumo, ha comunicato i dati di bilancio con il ritorno in utile dopo 3 anni. Nell’anno fiscale 2025 (chiusura a settembre) la società Mediamarket ha realizzato ricavi per 2,4 miliardi (+2,7%), un Ebitda di 24,7 milioni (margine dell'1%) e un utile di 0,6 milioni. Nell'esercizio precedente la perdita era stata di 12 milioni.
Sono stati realizzati investimenti per 29,9 milioni su rete, servizi e innovazione. La posizione finanziaria netta è positiva per 58,2 milioni di euro (+20,2M vs 2024 pari a
+53,2%).
In un'intervista, il ceo Emanuele Cosimelli ha dichiarato che per il triennio 2026/28 la società investirà 100 milioni per nuove aperture e restyling.
Piano operativo
Alla base della decisione di chiudere i 2 pdv vi sarebbero andamenti economici negativi di lungo periodo e la mancata individuazione di siti alternativi idonei. La società ha quindi annunciato l’apertura di una procedura per la gestione degli eventuali esuberi di personale, dichiarandosi disponibile alla ricerca di soluzioni per la riduzione degli impatti occupazionali.
Mediamarket ha però precisato che le chiusure si inseriscono in un contesto di espansione della rete vendita avviato dallo scorso ottobre, con 8 nuove aperture già realizzate o in via di realizzazione.
Più recentemente sono state realizzate le inaugurazioni di negozi a insegna MediaWorld a Cantù (galleria commerciale Bennet), Bolzano WaltherPark e Reggio Emilia (polo commerciale Gonzaga).
Rinnovo contrattuale
Per quanto riguarda il rinnovo del contratto integrativo aziendale, le organizzazioni sindacali hanno ribadito l’esigenza di definire e costituire le commissioni paritetiche previste, prevedendo per quella sull’evoluzione delle mansioni una composizione numerica che garantisca un’adeguata rappresentatività.
Il prossimo incontro è fissato per il 28 gennaio.
Pianeti e satelliti
La società italiana pesa per circa il 10% sui ricavi della controllante tedesca Mediamarkt che, a sua volta, è parte del gruppo Ceconomy.
La scorsa estate il gigante cinese dell'e-commerce Jd.com ha raggiunto, con un'Opa, l'85% delle azioni di Ceconomy. Jd.com ha in portafolgio anche una partecipazione del 22% di FnacDarty che controlla la catena commerciale italiana Unieuro.
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