Filiera trasparente: Bruxelles stoppa il Disciplinare miele e avvia un supplemento d'indagine

Filiera trasparente: Bruxelles stoppa il Disciplinare miele e avvia un supplemento d'indagine
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Stop dell'Unione europea al disciplinare nazionale del miele. Bruxelles non ha concesso entro il 14 ottobre il via libera al disciplinare unico "Miele qualità certificata", il primo standard nazionale di settore, pubblicato in gazzetta ufficiale il 22/04/2026 e notificato alla Commissione europea.
Qualche giorno prima della scadenza la Ue ha chiesto una proroga per un esame più approfondito del testo.
Lo standard predisposto dal ministero dell'agricoltura esclude la pastorizzazione, prevede l'estrazione solo per centrifugazione, un'umidità sotto il 17% e la tracciabilità di filiera.
Doccia fredda
Uno shock per gli operatori che, a pochi metri dal traguardo, si erano convinti dell'esito positivo. In effetti non è una bocciatura del testo, ma se la Ue ha chiesto un supplemento d'indagine qualcosa non quadra. “Siamo fiduciosi di ricevere entro ottobre una risposta positiva sulla sua applicazione - ha detto con diplomazia Nicoletta Maffini, dg di Conapi, la coop bolognese che ha collaborato alla stesura del testo -. Una volta operative le norme darebbero più garanzie di qualità e maggiore trasparenza sulla filiera”.
Direttiva Breakfast
Secondo alcuni operatori l'offerta di miele rimane poco trasparente nonostante le recenti norme sulla provenienza del prodotto. Le norme sulla tracciabilità del miele fanno riferimento al decreto legislativo 207/2025, che recepisce la direttiva europea “Breakfast” e impone l'etichetta di origine con le percentuali delle miscele sul fronte della confezione con i paesi in cui il miele è stato raccolto, ciascuno con la propria quota. In passato bastava un generico "miscela di mieli Ue e non Ue". Sotto i 30 grammi di prodotto, i nomi dei paesi di provenienza possono cedere il posto a un codice di due lettere: nelle monoporzioni del bar o dell'hotel si può riportare "CN" se l'origine è in Cina.
Prodotto multiuso
Il miele è un prodotto consumato non solo nel domestico e nell'industria alimentare, ma anche nella cosmetica, nel farmaceutico e in agricoltura. Nel 2025 l'Italia ne ha prodotto circa 31.000 tonnellate e ne ha importato oltre 26 mila, +18%. Un'estate siccitosa ha penalizzato i raccolti in Italia e lo scaffale è stato riempito di produzione estera.
Nella grande distribuzione, nell'anno mobile terminante al 23 agosto 2026, le vendite di miele, rilevate da NielsenIQ, sono rimaste stabili a 157 milioni di euro.
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