Video: Mielizia, crescono export e fatturato e arriva il nuovo pay off
Video: Mielizia, crescono export e fatturato e arriva il nuovo pay off
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Il miele italiano vive un momento complicato. Dopo un'annata di caldo e siccità, nel 2025 la produzione si è fermata a circa 31.000 tonnellate, mentre le importazioni hanno superato le 26.000, in crescita del18%. Ne ha risentito anche lo scaffale: secondo NielsenIQ il mercato vale oltre 157 milioni di euro e perde lo 0,8% a valore. In questo scenario Conapi, la più grande cooperativa apistica d'Europa, con oltre 600 apicoltori, tiene e cresce. Lo spiega la direttrice generale, Nicoletta Maffini: l'ultimo bilancio chiude a 24,5 milioni di euro di fatturato, il conferimento dei soci è stimato oltre le 2.000 tonnellate e Mielizia segna +2,8% a valore. Vanno bene i formati pensati per i consumi di oggi, come lo Sportpocket, e l'export cresce del 20% in Francia e Giappone, con Canada e Corea del Sud in apertura. Maffini guarda poi alle regole. La direttiva Breakfast, che da giugno porta in etichetta l'origine con le percentuali, è un passo avanti per cui Conapi si dice grata, ma non ancora abbastanza: l'ideale sarebbe indicare l'origine nella sua totalità. Per questo la cooperativa auspica la rapida entrata in vigore del disciplinare «Miele Qualità Certificata», il cui esame europeo si chiude il 14 ottobre. Il miele italiano, ricorda Maffini, è riconosciuto all'estero come un'eccellenza, ma non trova ancora nella grande distribuzione una valorizzazione adeguata al suo valore. Intanto Mielizia si rinnova: arriva il nuovo pay off «Dal fiore a te», con una campagna che ha per protagonisti due soci apicoltori, Irene e Giovanni. Per la responsabile marketing, Laura Betti, è la firma del marchio e il racconto di tutta la filiera in quattro parole. Con il nuovo pay off Mielizia ha scelto un linguaggio più diretto, per scaldare il brand: vuole essere un'alleata di vita, una compagna dei diversi momenti della giornata, ancora più vicina a chi la sceglie. E i volti, spiega Betti, sono da sempre quelli dei soci, perché chi produce il miele è la prova più credibile di ciò che il marchio promette.