Ambienta crea il polo dell'acquacoltura per soddisfare l'enorme domanda di ittico

Ambienta crea il polo dell’acquacoltura per soddisfare la domanda di ittico sostenibile

Ambienta crea il polo dell'acquacoltura per soddisfare l'enorme domanda di ittico

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Luca Salomone

Ambienta Sgr, società di gestione attivi con sedi a Milano, Londra, Parigi, Monaco di Baviera e Stoccolma, crea la piattaforma dell’acquacoltura.

Chi entra in Ambienta

Tramite il fondo Ambienta IV, la società rileva infatti le norvegesi Bio Marine, Flatsetsund Engineering, Smir e P/F GroAqua Group, delle isole Faroe (Danimarca).

Sono tutte realtà di tecnologie avanzate per l'allevamento ittico. Così l’operazione dà vita a una nuova piattaforma industriale che integra le competenze delle quattro partecipanti per favorire una più ampia adozione di tecnologie dalla comprovata efficacia: dalle soluzioni per la tutela della salute dei pesci e l’ottimizzazione dell’alimentazione, alle attrezzature essenziali per la gestione degli allevamenti, fino ai sistemi per il trattamento dei residui.

Questo primo nucleo pone le basi del progetto di Ambienta di creare un operatore di riferimento, ancor più ampio, nei Paesi Nordici, capace di promuovere l’innovazione nell’acquacoltura sostenibile.

Grazie alle quattro imprese, il neonato gruppo potrà supportare gli imprenditori nella riduzione dell'impatto ambientale, estendendo l’applicazione delle proprie soluzioni a diverse specie e aree geografiche.

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Perché Ambienta investe nell’acquacoltura?

La domanda globale di proteine continua ad aumentare, sostenuta dalla crescita della popolazione e dei redditi, e dalla ricerca di un’alimentazione più nutriente da parte dei consumatori.

L’offerta di alimenti proteici è più che raddoppiata negli ultimi quattro decenni, e gli ittici svolgono un ruolo sempre più rilevante nel soddisfare il mercato, come dimostra la fortissima domanda del retail.

La produzione mondiale di pesce è infatti passata da circa 80 milioni di tonnellate, all’inizio degli anni Ottanta, a quasi 200 milioni di tonnellate nel 2024 e oggi rappresenta circa il 15% delle proteine animali consumate a livello globale.

Con circa l’85% delle risorse ittiche marine monitorate già pienamente sfruttate o sovra sfruttate, e volumi di pesca sostanzialmente stabili da decenni, l’acquacoltura costituisce l’unica soluzione in grado di incrementare su larga scala l’offerta.

L’allevamento ittico, inoltre, richiede meno suolo e mangimi rispetto ad altre fonti animali, e genera minori emissioni di gas serra.

Tuttavia, l’acquacoltura intensiva può aumentare il rischio di malattie e parassiti, il ricorso a trattamenti chimici, la mortalità e la produzione di residui. Gli allevamenti a terra, inoltre, possono generare quantità significative di fanghi e richiedono un elevato apporto energetico.

Il comparto necessita quindi di tecnologie in grado di affrontare queste criticità, favorendo sistemi produttivi più sani, migliorando l’efficienza nell’uso delle risorse e abbattendo le ricadute negative.

In questo contesto, l’allevamento del salmone, uno dei segmenti più avanzati dell’acquacoltura, offre un contesto favorevole allo sviluppo di soluzioni poi applicabili ad altre specie e aree geografiche, accelerando la transizione verso una proposta ittica maggiormente sostenibile.

Un portafoglio da 4,5 miliardi di euro

Ambienta Sgr, fondata nel 2007 da Nino Tronchetti Provera e con 4,5 miliardi di euro di patrimonio amministrato, si qualifica come asset manager interamente focalizzato sulla sostenibilità

Pioniere nel settore, Ambienta è stata una delle prime firmatarie dei Pri (Principles for responsible investment) delle Nazioni Unite, nel 2012, e ha ottenuto lo status di B-Corp nel 2019.

Nel 2020 Ambienta è diventata membro dell'Iigcc (Institutional investors group on climate change) e, nel 2023, si è impegnata nella Science-based targets initiative (Sbti), iniziativa globale per combattere il cambiamento climatico.

Per limitare il discorso a un paio di esempi, l’investitore ha creato il polo degli ingredienti Nactarome (circa 15 aziende) e, a fine giugno 2026, ha ufficializzato il proprio ingresso in Gff, azienda toscana specializzata nello sviluppo e nella produzione di aromi naturali per il food & beverage.

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